Presentato il volume “Toponomastica dialettale dei Rioni Sassi” di Angelo Sarra

Restituire ai centri storici la loro dimensione umana, collegata anche all’uso del dialetto. Certo, parlare dei Sassi di Matera e definirli ”centro storico” sarebbe riduttivo, ma anche definire il linguaggio materano una semplice volgarizzazione dell’italiano sarebbe a dir poco offensivo.

A ripercorre le vicende del linguaggio materano, già da tempo, ci aveva pensato Angelo Sarra, con lacune ricerche mirate in particolare ai soprannomi. Ora Sarra ha fatto un ulteriore passo in avanti, con il suo recentissimo volume dedicato alla toponomastica dialettale dei Sassi di Matera.

Angelo Sarra, il curatore della pubblicazione

Angelo Sarra, il curatore della pubblicazione

Il volume, voluto dal Parco della Murgia materana e delle Chiese rupestri è stato presentato ieri nell’ ex Ospedale san Rocco. Sarra ha dato dimostrazione di aver fatto grandi passi in avanti nelle sue ricerche.

Le varie aree dei due Sassi sono indicate con i loro nomi d’appartenenza, quasi sempre legati alla presenza di una chiesa, di una scuola o anche di una bottega artigiana, come accade per quel che riguarda in particolare i tabaccai (Rosaria del Sale) e i forni per il pane.

A sostenere le indagini di Angelo Sarra i professori Giordano e Dell’Aglio, presenti all’evento e sempre in grado di integrare il bel racconto dell’autore.

Presente anche il presidente del Parco Pierfrancesco Pellecchia e i consiglieri regionali materani, Il volume, ricco di riferimenti storici e geografici, è corredato di una mappa degli storici rioni materani, in modo da trovare con facilità il rione Conche, la madonna del Gonfalone o il portone di Selvaggi.

Dalla vendita del volume, reperibile nei book shop della città, si riceverà una somma da destinare alle popolazioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto.

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