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A Matera, “In gran multitudine” di Elisabetta Benassi

palazzo lanfranchiMATERA – Un sarcofago in pietra che accoglie un caciocavallo, all’interno del quale i vermi erodono la materia, segno di disfacimento, ma anche di vita e di sensazioni da trasferire all’osservatore. Con questa simbologia e con un’opera in mostra a Matera, nella chiesa del Carmine a Palazzo Lanfranchi, l’artista Elisabetta Benassi ha raffigurato ”In gran multitudine”, il tema dell’albero della cuccagna per la rete espositiva ”Nutrimenti dell’arte” del critico d’arte Achille Bonito Oliva, che ha coinvolto per l’Expo 40 artisti di varie regioni. L’opera è articolata con un intervento urbano di pubblica affissione che riporta il testo di un processo per eresia a Domenico Scandella detto ”Menocchio”, mandato al rogo dall’Inquisizione nel 1599. ”L’opera – ha detto Achille Bonito Oliva – lancia il messaggio della vanitas, tra nascita, disgregazione e allo stesso tempo vitalità della materia, consapevoli che il tempo passa per tutti. E l’arte contemporanea è una continua ricerca della conoscenza”. La mostra, alla cui presentazione ha partecipato anche il direttore del polo museale della Basilicata, Marta Ragozzino, sarà visitabile fino al 10 febbraio 2016. La presenza a Matera dell’opera di Elisabetta Benassi rappresenta il primo vero passaggio di testimone da Expo 2015 a Matera 2019 non solo perché la inaugurazione coincide temporalmente con la chiusura dell’esposizione mondiale, ma anche perchè simbolicamente ci assegna il compito di continuare il grandioso lavoro iniziato a Milano che tante connessioni ha con il nostro dossier di candidatura. È quanto ha fatto osservare alla viglia dell’inaugurazione lo stesso direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, Paolo Verri. L’arte è un massaggio a un muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva”, ha fatto notare il critico d’arte Achille Bonito Oliva, mentre Elisabetta Benassi si è soffermata sul significato più intimo dell’opera.

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