Carlo Levi nei rioni Sassi, mostra a Palazzo Lanfranchi

Mostra Carlo LeviMATERA – La vita dei vicinati, i giochi dei bambini, il rientro dei contadini e dei muli dai campi, la cucina e le azioni domestiche, l’arrivo del postino e la maestria degli artigiani. Carlo Levi fotografato tra le gente dei rioni Sassi.

A Palazzo Lanfranchi su iniziativa del Polo museale della Basilicata è stata inaugurata la mostra “I Sassi di Matera. Viaggio in Lucania con Carlo Levi”, fotografie di Mario Carbone.

Una settantina di immagini tutte in bianco e nero che descrivono ambienti e sensazioni che servirono all’intellettuale torinese per scrivere il celebre “Cristo si è fermato a Eboli” e dipingere “Italia 61”. Gli scatti sono il reportage di una missione che lo scrittore-pittore non volle compiere da solo. In previsione del dipinto chiese, infatti, a Carbone, allora uno dei principali protagonisti della fotografia ed’inchiesta, di ripercorrere con lui i luoghi del confino, documentando con le sue fotografie la terra, le storie e i volti che intendeva dipingere nella grande tela . L’esposizione, che ha visto un piccola anticipazione con la mostra sui 50 anni del film ‘Il Vangelo secondo Matteo’ di Pier Paolo Pasolini, rappresenta una formidabile testimonianza della vita dei Sassi, considerati nel dopoguerra simbolo della ‘vergogna nazionale’ per le condizioni di vita della popolazione, residente nelle malsane abitazioni in roccia e tufo del Caveoso e del Barisano.

Tra le immagini in mostra, spiccano diversi momenti della visita di Carlo Levi di cui si ricordano gli importanti interventi in difesa della città di Matera e della sua identità da conservare. In particolare la relazione tenuta in Senato nel 1966 per «rifare dei Sassi un centro di vita civile».

La mostra, che rientra nelle iniziative per i 40 anni della morte di Carlo Levi, resterà aperta fino al 30 settembre.

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