Governare la vittoria: lettera aperta di De Ruggieri su Matera 2019

Raffaello De Ruggieri - Fondazione Zetema

Raffaello De Ruggieri – Fondazione Zetema

Matera è ancora immersa nella atmosfera esaltante della designazione epocale di Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019. I fremiti di gioia, di orgoglio e di soddisfazione si avvertono diffusi nella città e si intrecciano con la improvvisa attenzione del Governo nazionale presente in questi giorni con i Ministri Stefania Giannini e Dario Franceschini.

Questa insolita presenza deve rafforzare la consapevolezza del ruolo acquisito e deve imporre una rigorosa riflessione sui passi da compiere per trasformare la vittoria in opportunità di sviluppo e di occupazione; diversamente nel 2019 rischiamo di assistere ad uno sterile girotondo culturale.

Nel rincorrersi dei commenti sullo straordinario successo materano si è indugiato sul conquistato appeal della città, passata da una marginale presenza provinciale a valore rappresentativo della cultura nazionale ed europea.

Siamo commossi e felici per questo passaggio, ma ora è giunto il momento di governare la vittoria, partendo da una condizione sinora da molti ignorata.

Oltre alla universale notorietà, la città di Matera, per la prima volta nella sua storia, ha acquisito un forte e autorevole potere contrattuale a livello regionale, nazionale ed europeo.

Se Matera rappresenterà l’Italia della cultura nel 2019, il Governo dovrà garantire la dignità nazionale di tale rappresentanza.

Matera, dunque, per il ruolo acquisito, ha il diritto di pretendere più attenzione perché nel 2019 le centinaia di migliaia di visitatori, italiani e stranieri, dovranno, attraverso la nostra città, giudicare anche il livello qualitativo, funzionale e culturale della nazione.

Non può più essere una sterile rivendicazione localistica, bensì l’inizio di una necessaria dialettica istituzionale per accreditare e testimoniare il “buon nome del Paese”.

Sorge quindi la necessità di un corale e autorevole governo cittadino che sappia investire nella vittoria; un governo rappresentativo della ritrovata speranza espressa dalla sentita partecipazione popolare, verso un progetto profetico di nuovo e migliore futuro; un governo che non spenga l’entusiasmo della vittoria, il valore consolidato dell’orgoglio dell’appartenenza ed il responsabile protagonismo civico; un governo che per idealità, tensione morale, conoscenza, progettualità, competenza ed esperienza accompagni la comunità nella definizione delle politiche economiche con nuove direttive e con aggiornate azioni; un governo che sappia coniugare rinnovamento sociale, crescita culturale e innovazione tecnologica per attivare sane politiche del lavoro e per accrescere il benessere della comunità; un governo che potremmo definire “missione Matera 2020”, perché in quell’anno o la città avrà costruito le condizioni per l’auspicata “rivoluzione” urbana e per uno stabilizzato sviluppo produttivo e occupazionale o avrà tragicamente perduto l’occasione storica offerta dal conquistato primato europeo.

Questo possibile cammino sarà determinato dalla presenza nel nostro territorio di un diffuso processo di innovazione sociale e di indispensabili infrastrutture fisiche e tecnologiche, materiali e immateriali, perché Matera e la sua area di riferimento lucano diventino un “terreno” non solo storicamente elaborato, ma soprattutto funzionalmente attrezzato per ospitare liberi e innovativi luoghi della produzione.

Si tratta di tradurre nella pratica di governo il modello vincente della partecipazione attiva dei cittadini e della visione strategica per un territorio attrattivo, cioè capace di rendere competitivi i liberi investimenti destinati alla produzione e alla occupazione.

Governare la vittoria significa, anche, attivare il processo di rigenerazione urbana e rafforzare i ruoli, le funzioni e i servizi della città, avendo la preveggenza di realizzare stabili presìdi innovativi, alternativi a quelli oggi deputati a funzioni burocratico-amministrative che, nel tempo, saranno certamente perduti.

Le principali azioni da compiere possono così declinarsi:

1) Va costruita l’azienda Comune. Senza una struttura efficiente e adeguata non è possibile governare il territorio e rispettare il ruolo europeo raggiunto. Sarà un duro confronto, soprattutto con il Ministero dell’Interno, ma il rafforzamento e l’adeguamento della pianta organica del Comune si pone come premessa obbligata per realizzare e gestire, con standard europei, la complessità dei compiti e dei servizi nell’imminente anno 2019.

2) Il servizio di “banda larga” o di “banda ultra larga” va diffuso su tutto il territorio, quale riconosciuto e determinante fattore di crescita economica e occupazionale. L’universo della comunicazione tecnologica presente nel 2019 non potrà essere mortificato dal cronico singhiozzo o dal frequente silenzio della attuale rete di trasmissione. In questo contesto va riproposto il cablaggio della città da tempo enunciato e mai realizzato.

3) Va affermato il diritto della città e del territorio lucano ad essere servito da una accessibilità “ordinaria”, attraverso “normali” collegamenti.
Per quanto riguarda la rete ferroviaria si impone l’ammodernamento del tracciato FAL per consentire di raggiungere Bari in 45 minuti e l’adeguamento della tratta su ferro Salerno – Metaponto, oggi ridotta a rango di imponderabile “roulette” trasportistica: sai quando parti ma non sai quando, e se, arrivi.
Sul fronte stradale occorre impegnarsi per realizzare il raccordo veloce Ferrandina – Matera – Gioia del Colle, quale primo segmento della transcollinare Bari – Pollino.
Con tale bretella si consentirà al territorio materano:

– di innestarsi, in meno di un quarto d’ora di percorrenza alla autostrada A14 (casello autostradale di Gioia del Colle nella dorsale Bologna – Taranto), alla Basentana, (corridoio strategico regionale) e alla Valle del Basento che deve tornare ad essere area bonificata e allettante per nuovi insediamenti produttivi;

– di raggiungere in meno di 45 minuti l’aeroporto di Bari- Palese e il porto di Taranto;

– di raccordare con un asse diretto le aree produttive della città di Matera (Valle del Basento, La Martella, Venusio, Iesce), che vanno ammodernate e meglio servite;

– di aprire il fronte della concorrenza nei collegamenti con Bari oggi bloccati dalla concessione esclusiva goduta dalle FAL nel percorso Matera – Toritto – Bari;

– di collegare tre affermati comprensori turistici (Valle d’Itria, Matera e Metapontino) e le vivacità economiche delle città del sud-barese.

Altra essenziale arteria da completare è la s.s. 655 Bradanica, lungo la direttrice di sviluppo Metaponto – Matera – Melfi, che pone la città dei Sassi al centro delle due più fertili aree agricole e irrigue della Basilicata (il Metapontino e l’Alto Bradano), restituendo a Matera un ruolo centrale di produzione e di servizio nel settore primario della agricoltura. In questa ottica va rilanciato il ruolo del Consorzio di bonifica di Bradano e di Metaponto che non può essere svilito a rango di soggetto esattore di canoni, ma deve, di concerto con l’Università, ritornare ad essere il soggetto qualificato di progettazione, di ricerca, di innovazione, di difesa del suolo e di servizio per il territorio.

4) all’interno della città dovranno divenire prioritari obiettivi la gestione attiva dei rioni Sassi, da contenere nella loro attuale funzione di dormitori degli abitanti temporanei, e il non più rinviabile disinquinamento del torrente Gravina. L’emozionante incontro con l’energia stimolante del nostro paesaggio culturale non può essere ferito dalla ripugnanza maleodorante di un corso d’acqua inquinato.

5) Matera deve poi adeguare agli standard europei alcuni suoi essenziali servizi pubblici.
Il polo ospedaliero non può continuare a convivere con la precarietà e con la compressione dei servizi. La tutela della salute, nel 2019, non interesserà la attuale fascia territoriale di utenti, ma quella diversificata di migliaia di potenziali assistiti. Governare la vittoria dovrà imporre il potenziamento e l’aggiornamento dei servizi ospedalieri attraverso un rigoroso e coerente programma di rigenerazione dell’ospedale materano.

Anche l’Università deve ritrovare forza, funzione e presenza, sia con l’ultimazione del campus universitario e delle residenze per studenti, sia innervando nel dipartimento materano corsi e master di livello internazionale sui temi coerenti alla missione di Matera quali l’architettura, il paesaggio, l’agricoltura, l’antropologia, l’archeologia, i beni culturali e il turismo.

6) la raggiunta reputazione nazionale ed internazionale, il “brand Matera”, accrediterà la pretesa di eleggere il comprensorio materano a “no tax area”, perché – con la qualità degli acquisiti servizi materiali e immateriali e con il forte appeal guadagnato di città creativa, sicura, civile e attrattiva – Matera esprimerà il migliore richiamo dei capitali che vagano nel mondo alla ricerca delle migliori allocazioni. Chi investirà in questa area, per un certo periodo, non pagherà tasse sui propri utili di impresa; in tal modo gli investimenti non saranno più legati agli incentivi pubblici – spesso discrezionali o meri regali alle imprese – ma al libero mercato, alla competizione, al merito. Va quindi approntata un’area “seducente” dove risultano abbattute le attuali rilevanti diseconomie ambientali, infrastrutturali e amministrative, e dove conviene investire anche per la presenza di una città unica e accogliente, viva e sicura nella qualità urbana, esprimente la feconda contaminazione tra valori “meridiani” e valori “europei”.

7) in questo scenario assume priorità assoluta la approvazione del Piano Strategico, preliminare a tutti gli altri (piano strutturale, piano di gestione dei Sassi, regolamento urbanistico), che rappresenta un potente strumento per definire un processo concertato di trasformazione del territorio, in grado di veicolare idee, progetti e risorse finanziarie adeguate per alimentare il rafforzamento del sistema locale urbano. Va, quindi, sconfitta l’attuale latitanza di un tale strumento di programmazione diretto a governare e gestire le nuove sfide della globalizzazione e a ritrovare un nuovo ruolo della città, attraverso la definizione di una visione comune sul futuro sviluppo di medio/lungo periodo del nostro territorio.

Parlando del futuro economico e sociale della nostra comunità e puntando alla costruzione di una piattaforma attrattiva ove innestare i nuovi ritmi dello sviluppo, non ho affrontato il tema a me familiare del “governo della cultura”, a cui dedicherò altra necessaria riflessione, né ho commentato il contenuto del dossier di candidatura che dovrà comunque essere coerente con i suesposti obiettivi e non abbandonato alla nomenclatura di iniziative che, a mio avviso, non si sono nutrite delle energie, dei temi e dei valori posseduti dal nostro territorio.

In conclusione governare la vittoria significa tradurre la conquistata leadership culturale e il guadagnato potere contrattuale nel ruolo della città per il suo sviluppo.

Mi auguro che nel 2020 saranno la progettualità, la qualità, la efficienza, la tecnologia e i portatori di conoscenza ad aver impiantato la sofisticatissima serra materana entro la quale far fruttificare libere e ponderate scelte destinate a rendere migliore il nostro futuro.

Raffaello de Ruggieri -Presidente Fondazione Zétema, Matera

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