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Riflessioni. La Semina e il Raccolto di una città, di “Gigi” Esposito

Riceviamo e Pubblichiamo

Luci nei Sassi di MateraE’ solo un’impressione, ma la nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019 ha scatenato un interesse e curiosità immediata nella gente.

E’ come se d’un tratto si fosse accesa una luce nella parte bassa della carta geografica italiana, tutti gli occhi sono puntati su di un puntino nero che di solito, per bene che ci andasse, veniva individuato come luogo a 60 Km da Bari.

Il ponte del 2 novembre, credo sia stato il primo week end festivo dopo quel pomeriggio indimenticabile del 17 ottobre che ha visto, dopo i giorni di Scanzano del 2003, l’intera comunità lucana unita e, questa volta felice.

Una enorme massa di curiosi ha invaso il centro storico, via Ridola, via del Corso, i Sassi dal Barisano al Caveoso e il Parco si sono riempiti di gente, tutti alla ricerca della Capitale e di un simbolo da portar via, purtroppo anche brutalmente.

Tanta gente, pensavo, è una cosa positiva, gioiosa. Finalmente si accorgono che esistiamo, finalmente tanti sacrifici, tanto entusiasmo, tanto lavoro viene ripagato da un consenso.

Ecco, forse la semina sta dando i suoi frutti, realizzare da 30 anni un festival jazz, il Gezziamoci in cui i musicisti interagiscono direttamente con il

La fiaccolata notturna nei Sassi di Matera in occasione di Naturarte

La fiaccolata notturna nei Sassi di Matera in occasione di Naturarte

territorio suonando nelle chiese, nelle strade, dai balconi, dai terrazzi, nel Parco, ecco la semina svolta attraverso la conoscenza del territorio con le Passeggiate Onyx che si avvalgono delle spiegazioni di professionisti, di guide, di testimoni di un passato recente.

Come funzionario dell’Ente Parco seminare vuol dire anche realizzare le 14 edizioni il ParcoMurgia Festival che accompagna la comunità materana in giro per la Basilicata, oppure creare Rete con NaturArte che definisce per la prima volta un connubio tra i Parchi di Basilicata. La rassegna ha visto in questo fine settimana circa 1.400 “Abitanti Culturali” prendere parte con entusiasmo a laboratori fotografici, escursioni, fiaccolate, spettacoli, incontri, residenze.

E’ una semina che lentamente fa crescere, insieme a tante altre azioni il nostro territorio, che si realizza grazie alla condivisione di compagni di viaggio che fanno parte dell’Onyx o insieme al Presidente, Direttore e Consiglio direttivo del Parco che credono nella strada intrapresa.

Una semina. Ecco di cosa sono fermamente convito: Matera Capitale dei contadini, del buon pane, delle tradizioni e oggi della cutura, ha bisogno di continuare a seminare, educare gli abitanti culturali che vivono in questa comunità e educare gli abitanti culturali che sfiorano solamente questa città.

La sfida è quella di impedire che i turisti che passeggiano per il centro storico, nel Parco, portino via mazzetti di timo o santoreggia strappati brutalmente da Murgia Timone, convinti che quello sia il modo migliore per vivere la nostra città oppure che scheggino i muri dei Sassi per strapparne una conchiglia. Matera non è tutto questo è non è nemmeno l’artigiano che vende i cucù provenienti da Alberobello.

Matera deve organizzarsi, deve crescere , al proprio interno per far aumentare nei visitatori la consapevolezza del territorio, della sostenibilità, del rispetto della natura, del patrimonio storico-architettonico, delle tradizioni e delle genti che lo vivono.

Gigi Esposito (al centro)

Gigi Esposito (al centro)

Tutto questo come?
Innanzi tutto ragionando. Questo è il momento della condivisione, di imparare a sedersi con gli altri per discutere. Gli altri sono gli anziani, i giovani, bisogna chiedere consigli a coloro che da sempre si sono sporcati le mani, penso ai tanti maestri che hanno funto da traghettatori tra la cultura contadina e la cultura moderna.

Organizzare un sistema di accoglienza dove tutta la città viene coinvolta attrezzando piccoli punti informativi sparsi sul territorio dove offrire al turista invece del mazzetto di timo strappato, un messaggio di benvenuto, educativo.

Insomma, Matera, come luogo in cui si impara a guardare le cose, a respirare ad ascoltare e non a consumare, a strappare, e scheggiare.

Matera non ha bisogno della quantità, ma della qualità, una qualità in grado di pensare, dialogare e ascoltare, in grado di poter raccontare ad altri e futuri ospiti di una città produttrice di messaggi di civiltà. Una comunità che da Capitale contadina diviene capitale culturale diventando un faro per il nostro Sud in grado di illuminare l’Europa.

Luigi Esposito
Cittadino di Matera

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