Matera, inaugurata la mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini

mostra_pasoliniMATERA –  Pierpaolo Pasolini e la città di Matera. Due destini che si incrociano. Ancora una volta. Oggi come cinquant’anni fa, con la straordinaria realizzazione del Vangelo. Oggi come allora, in un clima di profondo cambiamento che sta interessando la città, impegnata in particolare nel percorso di candidatura a Capitale Europea della Cultura. Mettere a fuoco, in modo approfondito e originale, la genesi de “Il Vangelo secondo Matteo”, uno dei capolavori di Pier Paolo Pasolini, e il rapporto del regista con Matera e i Sassi dello spopolamento, che nell’estate del 1964 divennero una personalissima rilettura della Gerusalemme biblica. E’ infatti questo l’obiettivo di “Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia”, la mostra che resterà aperta a Matera, a Palazzo Lanfranchi fino al prossimo 9 novembre. L’esposizione a cura di Marta Ragozzino, soprintendente per i Beni Storici e Artistici della Basilicata e Giuseppe Appella, direttore del MUSMA, con Ermanno Taviani, docente di Storia Contemporanea all’Università di Catania e con la collaborazione di Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission. L’affascinante percorso multimediale è diviso in sei sezioni e racconta la storia e i luoghi del Vangelo, in relazione al clima culturale e artistico lucano e italiano di quegli anni. L’ultima sezione, intitolata “Tra Gruppo Uno e Gruppo 63, presenta importanti opere d’arte, realizzate dai principali protagonisti del dibattito artistico degli anni sessanta. Ad accompagnare la mostra, gli scatti di Mario Carbone, fotografo e documentarista, che proprio nel 1960 realizzò un’ampia campagna fotografica in Basilicata. Fu utilizzata dallo stesso Carlo Levi, per il viaggio preparatorio di Lucania 61. “Questa iniziativa – afferma il direttore di Matera 2019, Paolo Verri – è molto di più di una mostra. Si tratta di un prezioso ed inedito racconto sui cinquanta anni del Vangelo Secondo Matteo che il grande regista volle girare nei Sassi di Matera dando una svolta al dibattito nazionale ed internazionale sul futuro degli antichi rioni patrimonio mondiale dell’umanità. La candidatura di Matera a capitale europea della cultura è strettamente legata a quella straordinaria esperienza cinematografica e culturale”. La cultura vissuta ed interpretata attraverso le sue coordinate, dunque, intesa cioè come volano di rilancio dell’intero tessuto cittadino.

Share Button