Si è conclusa a Matera la due giorni degli Open Days

La locandina degli Open Days

MATERA – Sono state circa mille, in tutto, le persone che hanno partecipato alla due giorni degli Open Days, conclusisi ieri a Matera, a Palazzo Lanfranchi. Un momento di riflessione e confronto, con interlocutori qualificati di fama internazionale, tutto incentrato sul tema della cultura e della stessa come fonte di sviluppo a livello europeo, partendo dagli obiettivi di Europa 2020 tracciati da Barroso, promosso dalla Regione Basilicata, in collaborazione col Comitato Matera 2019 che ha colto l’occasione per rapportarsi, invitandone i rappresentanti, a città che hanno già fatto il cammino di candidatura a Capitale europea della Cultura. Insomma tanta Europa, di cui Matera, stando alle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali locali intervenuti – tra il Sindaco Adduce e l’omologo potentino Santarsiero, il Presidente della Regione, De Filippo, e il soprintendente lucano Maurano – e la Basilicata più in generale, si sente parte integrante e di particolare rilievo, per l’attenzione riservata dalla Comunità e per i consensi che iniziative come gli Open Days riscuotono a livello locale. Non a caso, a chiudere la due giorni materana è stata la presidente della Commissione cultura del Parlamento europeo, Doris Pack, la quale ha spiegato che “i programmi europei sulla cultura e sull’istruzione sono stati raddoppiati, anche se occorrerà che le attività del ministero del Tesoro nei prossimi anni si orientino in tal senso”. La Pack si è detta anche d’accordo sulla candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura, “a patto che si valorizzi e si promuova l’unicità del sito e lo si riempia di contenuti, attraverso strategie che coinvolgano regioni e alle province e che vedano centrali temi come lo sviluppo urbano sostenibile, l’attrattivitá dei turisti europei e l’inclusione della società civile. Vogliamo – ha aggiunto – che le città vengano valutate in medio e lungo termine analizzando la capacità di sostenere le associazioni locali ed i loro progetti, perché il processo deve partire dal basso. Questa corsa non finirà nel 2019 – ha concluso la Pack – ma dovrà continuare anche dopo per costruire infrastrutture culturali che possano produrre un impatto duraturo e di dimensione europea sulle città e sulle regioni”. A Matera, ora, l’onere di trasformare la teoria in pratica, facili entusiasmi a parte e con approccio realistico – riflettendo soprattutto su due elementi: logica a lungo termine e sviluppo sostenibile.

 

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