Sant’Eustachio fra devozione, leggenda e storia

MATERA – Secondo la leggenda, fu proprio Sant’Eustachio a salvare la città di Matera, assediata dai Saraceni. Il culto per il martire Eustachio e dei familiari è antichissimo e innumerevoli sono le chiese, citazioni, racconti, documenti, in cui compare il suo nome, già agli inizi del secolo ottavo. Il legame con la città, di cui è patrono, è solido e profondo, come testimoniano queste immagini, realizzate proprio ieri in uno dei momenti salienti dei festeggiamenti, quando tra l’altro la statua del Santo è stata portata in processione per le vie del centro storico. Il coordinamento organizzativo dei festeggiamenti è stato affidato al Comitato della Festa della Bruna, ribattezzato Comitato Feste Patronali. Un modo per conferire il giusto risalto a un santo celebrato in diverse città d’Italia, ma troppo spesso sconosciuto. Non si sa, ad esempio, che Sant’Eustachio fu martirizzato insieme alla famiglia e che quindi viene indicato anche come protettore dei nuclei familiari. Per tutti la figura di Sant’Eustachio evoca sentimenti di carità, di benevoza di fede forte e radicata e di dedizione. E’ considerato una delle figure religiose più affascinanti e complesse, ed è il protettore dei cacciatori e dei guardia caccia. Il suo culto fu quasi perduto, fino a quando Costantino, che autorizzò i cristiani a praticare la propria religione definendola “religione principale”, fece erigere a Roma la basilica di Sant’Eustachio, dove tutt’ora sono sepolti i resti del santo e della sua famiglia, ed istituì il suo culto.

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