Le film-commission secondo Davide Ferrario

Il regista Ferrario

Una film-commission dell’intera Basilicata e una cittadella del cinema a Matera. Ultimamente, in terra lucana, sia in ambito politico che tra l’opinione pubblica, specie sul web, il dibattito sulle opportunità rivenienti dallo sviluppo e dall’incentivazione di attività legate alla settima arte si è reso articolato e vivace e, in alcuni casi, anche molto acceso e dai toni polemici per eventuali derive politiche che lo stesso potrebbe prendere. La Regione, infatti, sta per concludere l’iter per la costituzione di un ufficio che avrà anche questa funzione, oltre a lavorare alla valorizzazione della cineteca lucana e a supportare i principali festival cinematografici locali; Matera, nel frattempo, punta ad industriarsi con un indotto a partecipazione pubblico-privata e, essendo per vocazione più legata al cinema, chiede al massimo ente territoriale maggiore rappresentatività e maggiore considerazione, soprattutto delle numerose e notevoli professionalità del settore; da più parti, infine, si chiede che chi sarà chiamato a presiedere l’unità interdipartimentale regionale che sottende la film-commissione abbia competenze e specificità accertate e certificate. Al di là di opinioni, punti di vista e soprattutto scelte, in alcuni casi già compiute e legittime o meno, si rischia di perdere di vista l’obiettivo principale: come deve lavorare una film-commission per funzionare al meglio e servire veramente al territorio? Ne abbiamo parlato, recentemente, approfittando di una sua visita a Matera, con il regista Davide Ferrario, cremonese ma piemontese d’adozione, riflettendo sull’esempio virtuoso della “Film commission Torino-Piemonte”.