A Matera lo show delle Sorelle Marinetti

sorellemarinetti

Le Sorelle Marinetti

MATERA – Woody Allen nel 1987 li aveva celebrati in un divertente film che si chiama “Radio Days”. Ma i memorabili giorni della radio degli anni ’30, in Italia, forse sono rimasti in soffitta per troppo tempo, pur costituendo una pagina importante della storia non soltanto musicale, ma anche del costume, della Penisola. Ed è proprio per cercare di colmare questa dimenticanza che l’autore e produttore Giorgio Bozzo ha deciso di ricamare uno spettacolo teatrale che ne ripercorre tempi, aneddoti, ma soprattutto le canzoni, ricostruiti attorno alla figura delle “Sorelle Marinetti”, emule del più noto “Trio Lescano”. Sia chiaro, però, si tratta di tre bravissimi artisti: Nicola Olivieri, attore e corista lirico materanissimo; Andrea Allione, attore, cantante e coreografo; e Marco Lugli, cantante e attore, ottimamente truccati e travestiti da “signorine”. Lo spettacolo, nostalgico quanto divertente e costruito con gusto, si intitola “Non ce ne importa niente” e ieri sera ha fatto tappa al teatro “Duni” nell’ambito della stagione teatrale 2009/2010. Il risultato è più di un concerto, ma una vera e propria pièce di teatro musicale che propone allo spettatore un viaggio temporale a ritroso negli anni ’30, condotto da Turbina, Mercuria e Scintilla Marinetti, che mutuano il cognome dal più noto Filippo Tommaso del Futurismo, accompagnate dall’ottima orchestra “Maniscalchi”, attraverso sketch gustosi che ricostruiscono la società del tempo e ne ripercorrono i successi musicali più noti con lo stesso falsetto e lo stesso “canto armonizzato”. Un esperimento ben riuscito, culminato anche in un disco omonimo, capace di trasferire quel buon umore che caratterizzava gli Italiani dell’epoca nonostante le inquietudini ed i cieli oscuri del regime fascista in disfacimento e della seconda guerra mondiale imminente. Nel ’25 Mussolini disse: “Questa radio non funzionerà mai!” ma era stato poco lungimirante. A distanza di quasi un secolo, infatti, la radio è ancora viva e vegeta proprio grazie alle “Sorelle Marinetti”.

Share Button