Bari, operaio morì durante lavori facciata sede Rai: rinviate a giudizio 5 persone e due società

Morì in seguito a una caduta nel vuoto mentre eseguiva i lavori sulla facciata della sede Rai di Bari. Il gup del Tribunale di Bari Luigia Lambriola ha rinviato a giudizio cinque persone e due società per la morte dell’operaio, Michele Losacco, avvenuta il 15 ottobre 2015. L’uomo stava lavorando, senza casco e senza imbragatura di sicurezza, ad una altezza di 25 metri su una piattaforma mobile dotata di pedana di calpestio in legno. Per il reato di omicidio colposo per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, saranno processati dinanzi al Tribunale di Bari a partire dal 10 dicembre 2019, il committente dei lavori per la Rai, Carlo Mancini, responsabile della struttura, il datore di lavoro dell’operaio, Giuseppe Rogondino, legale rappresentante della impresa edile incaricata dei lavori di manutenzione del palazzo in via Dalmazia, il coordinatore della sicurezza Giancarlo Mondello, il legale rappresentante della ditta Alta Edilizia Srl, Giovanni Mastrogiacomo, proprietario e installatore della piattaforma mobile, l’operaio montatore della stessa società Francesco Aresta. Stando alle indagini della Procura di Bari, coordinate dal pm Ettore Cardinali, l’impalcatura del cantiere non aveva dispositivi di sicurezza contro le cadute dall’alto, come parapetti laterali. Nel processo, per la responsabilità amministrativa degli enti, sono imputate anche le due società.

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