Mafia garganica, ucciso con una raffica di colpi Pasquale Ricucci

E’ stato raggiunto da una raffica di colpi di fucile, Pasquale Ricucci, 45 anni, presunto elemento di elemento di spicco del clan mafioso Lombardi-Ricucci-La Torre. L’omicidio è avvenuto in via San Pietro, nella frazione ‘Macchia’ di Monte Sant’Angelo. L’uomo è ritenuto dagli investigatori, erede dei Romito, da sempre in lotta con il clan dei ‘montanari’ Li Bergolis-Miucci. Da quanto si apprende, almeno nove sarebbero stati i colpi sparati dai sicari. Pasquale Ricucci ha alle spalle una serie di precedenti per detenzione e porto abusivo di armi e il suo delitto potrebbe essere inquadrato nella sanguinosa faida del Gargano. Una guerra tra clan che ha provocato negli ultimi anni decine di morti e tanti casi di lupara bianca. Finora, nonostante l’impegno di investigatori e magistratura, nessuno è riuscito ad assestare il colpo mortale ai clan garganici perché l’omertà e l’assenza di ‘pentiti’ non hanno fatto emergere quelle crepe indispensabili per smantellare i gruppi criminali presenti sul territorio. Forse è proprio per questo che l’80 per cento dei 300 delitti di sangue, secondo fonti del Consiglio superiore della magistratura, che dagli anni Ottanta ad oggi sono attribuibili alla mafia del Foggiano “sono ancora irrisolti”, cioè senza un colpevole. Nell’impenetrabile territorio del Gargano gli affari si fanno soprattutto con il traffico di droga e le estorsioni. Gli imprenditori vittime del ‘pizzo’ negli ultimi anni sembrano essersi addirittura sottomessi alla volontà dei clan: spesso sono loro stessi a recarsi dal mafioso per pagare il pizzo, anticipandone la richiesta. Al momento sono una mezza dozzina i clan censiti dalla Dia nel Gargano.