Caccia; Consiglio di Stato: confermato stop, ma solo per alcune specie

Il Consiglio di Stato ha confermato in via cautelare lo stop alla caccia, deciso dal Tar Puglia, solo per alcune specie e non su tutte. Il Consiglio di Stato, che ha sospeso il calendario venatorio della Regione 2019/2020 almeno fino al 17 ottobre, quando si terrà a Palazzo Spada l’udienza di merito inizialmente fissata per il 24 ottobre, ha accolto l’istanza di chiarimenti formulata dall’avvocato Giovanni Pellegrino, difensore delle Aziende Faunistiche Venatorie ‘Fiore’ e ‘Frigole’, con riferimento al provvedimento emesso nei giorni scorsi, con il quale lo stesso Consiglio di Stato aveva rigettato la richiesta di revoca della sospensione del calendario venatorio della Regione Puglia.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che il decreto cautelare emesso il 4 ottobre non sospende per intero il calendario venatorio, che avrebbe comportato la interdizione assoluta all’esercizio della caccia, ma “nelle sole parti” oggetto di appello. Nel dettaglio restano sospesi, spiega l’avvocato Pellegrino, “la caccia alle specie Moriglione e Pavoncella che Ispra ritiene specie a forte criticità di rischio”, “la posticipazione al 29 gennaio della chiusura della caccia al Tordo e alla Cesena”, “l’uso del piombo nella caccia agli ungulati, Cervidi e Bolidi”, “l’addestramento cani da caccia durante i mesi di febbraio e marzo”. Per il resto la Regione potrà riaprire la stagione di caccia. Nella richiesta di chiarimenti il legale definiva una “misura gravemente penalizzante” per il settore “la totale interdizione dell’esercizio venatorio in Puglia per l’intero mese di ottobre, il che a fronte di una stagione venatoria limitata ad un quadrimestre provocherebbe all’intero settore anche economico ed imprenditoriale un danno irreparabile”, tenuto conto anche del fatto che “aziende, economia, singoli cacciatori hanno pagato i relativi contributi rispetto alla stagione venatoria”.

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