La Felandina: legale e LasciateCiEntrare impugnano ordinanza del sindaco

“Chiediamo che venga trovata immediatamente una soluzione abitativa alternativa per tutti i braccianti e le braccianti della Felandina. Che venga concessa loro una residenza fittizia che permetta a tutti e tutte di poter rinnovare e recuperare i documenti relativi al regolare soggiorno. Che vengano rispettati, oltre alle garanzie procedurali, i diritti delle singole persone”.

Sono le richieste per i migranti de La Felandina di Metaponto, dell’avvocato Angela Maria Bitonti la quale il 19 agosto, con il supporto della Campagna LasciateCIEntrare, ha notificato e iscritto al ruolo il preannunciato ricorso al TAR di Basilicata avverso l’ordinanza n. 21 del 21 maggio 2019 emessa dal Sindaco del Comune di Bernalda, avente ad oggetto: “Ordinanza Sindacale, contingibile ed urgente, adottata per fronteggiare emergenza sanitaria o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale”.

Si sta preparando inoltre un ricorso alla CEDU. Per l’avvocato sussistono infatti gravi violazioni dei diritti umani. Peraltro, per il legale e gli attivisti di LasciateCiEntrare, lo sgombero non può essere la soluzione.

Si parla di persone regolari, impiegate nei campi: oltre all’alloggio di fortuna perderebbero dunque anche il lavoro. Eppure l’area andrebbe attrezzata, spiega l’avvocato, in virtù anche di una esigenza di manodopera: ” La presenza di braccianti stranieri transitanti nel Metapontino, così come nel Vulture Melfese, non è una novità di oggi – evidenziano legale e attivisti – ma la Regione si ostina da tempo a voler affrontare il problema in modo sempre emergenziale e non strutturale. Il numero dei braccianti che giunge in Basilicata per i periodi più intensi di raccolta è noto e aumenta nel tempo”.

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