La tragedia di Simon Gautier, polemiche su ritardo soccorsi

“Mi potete aiutare? Sono caduto in una scarpata e mi sono rotto le gambe. Sto morendo di male”. Sono queste le ultime parole di Simon Gautier, il turista francese disperso lo scorso 8 agosto in Cilento, al confine tra la Campania e la Basilicata. Il giovane francese è stato trovato morto in un burrone, in una zona di Belvedere di Ciolandrea, nel comune di San Giovanni a Piro (Salerno), a causa di un incidente mentre faceva trekking.

Simon era partito per una escursione in solitaria tra Policastro Bussentino e Napoli, tratto di costa di montagne e scogliere, molto difficile da raggiungere. Aveva chiesto aiuto con una telefonata al 118. “Non so dove sono, mi potete localizzare? Stavo camminando e sono caduto. Sono solo, non ricordo da dove sono partito”. Nella telefonata aveva detto di essere caduto da un dirupo e di aver entrambe le gambe rotte, ma di non riuscire a capire dove fosse. La telefonata è stata agganciata a un ripetitore in territorio lucano, a Maratea. Gli operatori del 118 lucano e i militari della compagnia carabinieri di Lagonegro avevano raccolto la richiesta di aiuto. In seguito era intervenuta la prefettura di Potenza che aveva subito allertato i colleghi di Salerno.

Gautier si era laureato alla Sorbona e viveva a Roma da circa due anni per seguire un dottorato di storia dell’arte. Aveva programmato l’escursione a piedi tra sentieri montani con partenza dal Golfo di Policastro per giungere a Napoli.

Per le ricerche del giovane francese erano intervenute squadre del nucleo speleo-alpino-fluviale (Saf) dei Vigili del fuoco, unità cinofile addestrate per la ricerca di persone, elicotteri, velivoli senza pilota dotati di sensori termografici e motovedette della Capitaneria di Porto. Si erano mobilitati anche una ventina di amici francesi di Simon, la mamma del 27enne e numerosi volontari.

Adesso sono tante le polemiche. I parenti contestano dei ritardi nei soccorsi, le squadre del soccorso alpino arrivate 8 giorni dopo l’allarme e l’utilizzo dell’elicottero per le ricerche, secondo loro partito troppo tardi rispetto al giorno della scomparsa. «Sono stati compiuti errori fin dall’inizio, da quando è partita la macchina dei soccorsi», hanno dichiarato gli amici del ragazzo. Nelle prossime ore i magistrati della Procura di Vallo della Lucania potrebbero effettuare un’autopsia sul cadavere del ragazzo per capire se è stato, davvero, fatto tutto il possibile.

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