Assenteismo a Monopoli, interrogatori di garanzia per sette medici: sei si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere 15 dei 46 indagati interrogati dal gip durante gli interrogatori di garanzia, nell’inchiesta sui casi di assenteismo all’ospedale San Giacomo di Monopoli. Un primario e un medico del nosocomio sottoposti nei giorni scorsi a misure cautelari personali hanno risposto alle domande. Sul totale di 46 indagati, in 33 sono stati arrestati con concessione dei domiciliari o sottoposti a obbligo di dimora per truffa e falso. Hanno deciso di difendersi il primario della Ginecologia, Sabino Santamato e il cardiologo Francesco Fino. Secondo l’avvocato Michele Laforgia, difensore di Santamato: “Dal punto di vista della truffa a nostro avviso non hanno commesso alcun reato perché per loro l’orario è flessibile e il recupero dell’orario è previsto dal contratto”.

Il cardiologo Fino, difeso dall’avvocato Alberto Sardano, si è difeso “dando giustificazioni spiegando che tutte le uscite erano autorizzate” ha riferito il legale. Per lui la difesa si è riservata di chiedere la revoca della misura. Gli altri sei primari arrestati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Come loro altri 9 indagati tra medici, infermieri e personale tecnico dell’ospedale. Il Consiglio dell’Ordine dei medici di Bari, ha aperto un fascicolo disciplinare a carico dei 16 medici coinvolti nell’inchiesta, con sospensione dall’esercizio della professione per gli 8 colleghi sottoposti a misura cautelare. “L’Ordine – è riferito in una nota – è infatti tenuto ad attendere l’esito del procedimento penale, prima di poter agire disciplinarmente. Qualunque sanzione disciplinare potrà quindi essere comminata solo in seguito all’accertamento dei fatti e a condanna definitiva dei medici coinvolti”. “La legalità è la bandiera della professione. Ma legalità vuol dire anche essere rispettosi dei vari poteri dello Stato ed evitare di emettere condanne sommarie – ha precisato Filippo Anelli, Presidente nazionale dell’Ordine dei Medici – A fronte dei possibili illeciti o errori commessi da qualche medico, ogni giorno migliaia di colleghi si impegnano con passione nella cura dei pazienti”.

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