Monte Sant’Angelo: studenti scendono in piazza per un sit in davanti al Comune

Sono scesi in piazza a poche ore dall’atto intimidatorio, gli studenti di Monte sant’Angelo. Hanno abbandonato le loro aule per dire pubblicamente in piazza “Noi, non abbiamo paura delle mafie”. Un gesto dovuto dagli studenti dopo l’atto intimidatorio che ha visto incendiate le porte di palazzo di città, a poche ore dalla marcia silenziosa e pacifica antimafia e dopo qualche settimana dalle minacce di morte nei confronti del sindaco. Interviene sulla vicenda l’assessore regionale al Bilancio e alla programmazione della regione Puglia: “ero insieme a migliaia di cittadini che, a Monte Sant’Angelo, hanno marciato per ribadire che la città è delle persone per bene. Dopo poche ore, i criminali hanno avuto la sfacciataggine di incendiare le porte della casa comunale. È un’azione intollerabile – ha commentato – che non può rimanere senza una dura risposta proporzionata da parte dello Stato”. Un paese, Monte Sant’Angelo, che sta combattendo una guerra per l’affermazione della legge e della civiltà. “Dobbiamo fare ogni sforzo perché – ha continuato Piemontese – sia diffusa ovunque, in ogni contesto pubblico e privato, la consapevolezza dell’importanza della posta in palio. Il Ministero dell’Interno valuti la possibilità di rendere maggiormente visibile e capillare la presenza delle forze dell’ordine nella città”. Cacciare i mafiosi da una città da secoli eletta a caposaldo delle religioni, custode di cultura e delle bellezze UNESCO l’obiettivo dell’assessore. Sulla vicenda interviene anche il presidente del Consiglio regionale mario Loizzo: “Un gesto che non può passare inosservato, oltre allo sdegno e alla condanna c’è da fare luce sugli obiettivi criminali delle intimidazioni a Monte Sant’Angelo”. L’episodio segue il ritrovamento, nelle scorse settimane, di un teschio umano e minacce di morte recapitati al sindaco e ad un assessore.

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