Trinitapoli, in manette pregiudicato per tentato omicidio di cinque anni fa

Incastrato dal cappello rimasto sulla scena del crimine. Giannella: “Faida mafiosa che si è risvegliata con agguato a Pietro de Rosa”

Una crepa nel muro di gomma della mafia tra nord barese e Capitanata. I Carabinieri di Cerignola hanno arrestato Francesco Casalino, 51enne di Trinitapoli contiguo al clan Carbone-Gallone, ritenuto uno degli esecutori materiali del tentato omicidio ai danni di due appartenenti al gruppo rivale De Rosa-Miccoli. Un agguato in piena regola con colpi di fucile a pallettoni che non andò però a segno, nel corso del quale Casalino perse un cappello con visiera risultato poi fondamentale ai fini dell’indagine. Un’operazione che per la DDA di Bari è importante proprio per la difficoltà delle indagini sul fenomeno mafioso nell’area, in cui i fatti di sangue negli ultimi 40 anni sono stati più di 300 e che lo scorso 20 gennaio ha visto una ripresa della faida con l’omicidio di Pietro de Rosa a Trinitapoli. Una realtà impenetrabile, dove di pentiti non c’è neanche l’ombra.

 

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