Bitonto, condannati in sette per la guerra di mafia: cinque sparatorie in due anni e mezzo

Nell’ultimo episodio rimase uccisa per errore la signora Anna Rosa Tarantino
Spararono contro l’appartamento sbagliato, con l’obiettivo di colpire un affiliato di un clan rivale, e un proiettile si conficcò nello schienale della sedia dove era seduto un ignaro condomino, rimasto illeso. È la prima delle 5 sparatorie, risalenti all’estate 2015, che diedero inizio a Bitonto alla guerra tra gruppi criminali per il controllo delle piazze di spaccio in città, durata più di 2 anni e confluita nei quattro agguati del 30 dicembre 2017: in uno dei quali fu uccisa per errore una passante, l’anziana Anna Rosa Tarantino. Il gup del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, nei giorni scorsi ha condannato, riconoscendo per tutti l’aggravante mafiosa, 7 persone a pene comprese tra i 10 anni e 2 mesi e i 3 anni e 2 mesi di reclusione per le cinque sparatorie avvenute tra luglio e ottobre 2015 in cui, in un botta e risposta fatto di pestaggi con mazze da baseball e colpi di mitragliette esplosi in mezzo alla folla di un luna park durante la festa patronale, rimasero ferite almeno quattro persone. Il gup ha condannato il pregiudicato Giuseppe Antuofermo alla pena di 10 anni e 2 mesi, Vittorio Christian Scaringella e Alessandro D’Elia a 3 anni e 2 mesi, Vito Antonio Tarullo a 4 anni e 6 mesi (tutti presunti affiliati al clan Conte), i rivali Salvatore Di Cataldo e Nicola Lorusso a 10 anni, Giuseppe Rocco Cassano a 9 anni e 4 mesi di reclusione. La svolta nelle indagini su questi cinque agguati è arrivata dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Tarullo, che nel marzo 2018 rivelò anche i nomi dei responsabili dell’omicidio della signora Tarantino, ordinato dal boss Conte. Per i fatti del dicembre 2017 il processo con rito abbreviato inizierà nell’aula bunker di Bitonto il prossimo 19 dicembre.

 

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