Bari, il Tribunale di via Nazariantz è a rischio sgombero

Le verifiche strutturali non sono andate a buon fine e il tribunale penale di via Nazariantz potrebbe essere colpito da un’ordinanza di sgombero. Lo ha comunicato il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, che amareggiato ha ripercorso velocemente i quattro anni di lavoro nel capoluogo pugliese, durante i quali più volte ha segnalato alle autorità competenti i disagi e i deficit strutturali dell’edificio. “Da un lato – ha dichiarato il procuratore Volpe – l’iniziativa del sindaco Decaro di mettere in movimento la procedura che dovrebbe portare a realizzare la nuova sede giudiziaria barese. Dall’altro l’impegno dei Vigili del fuoco a seguire con l’Inail gli aspetti relativi alla statica dell’immobile, che venerdì scorso si sono tradotti nella consegna di una relazione, a firma dell’ingegner Vitone, che ci ha preoccupati”. Il Tribunale di Via Nazariantz infatti sembrerebbe essere stato costruito su un suolo argilloso, con calcestruzzo di pessima qualità e sembrerebbe essere privo dei parametri minimi di sicurezza contro probabili scosse di terremoto. Quello che ha voluto precisare Volpe è che nella relazione non c’è scritto da nessuna parte che il Palagiustizia potrebbe crollare ma i lavori di consolidamento chiesti “sono incompatibili con la permanenza nella struttura degli addetti ai lavori”. Alla luce di questa situazione, è iniziata la ricerca di eventuali immobili dove poter trasferire seppur temporaneamente gli uffici giudiziari. Si è pensato alla sede distaccata del tribunale di Modugno, ma ci sarebbe anche la possibilità di un trasferimento in via Brigata Regina, all’interno di un immobile dell’Inail, un palazzo da sei piani, dotato di tutto ciò che serve. Ma la ricerca continua, per trovare qualcosa che sia all’interno della città, perchè l’idea di trasferire gli uffici e, di conseguenza, i lavoratori in periferia, creerebbe non poche difficoltà, come sottolineato da Giovanni Stefanì, presidente degll’Ordine degli Avvocati e da Gaetano Sassanelli, presidente della Camera Penale. Quest’ultimo ha infatti evidenziato come un trasferimento potrebbe portare a disservizi e ad ulteriori ritardi della giustizia, che ovviamente causerebbero malcontenti nella collettività. Altre possibilità potrebbero essere il palazzo ex Inpdap in via Oberdan, l’ex sede de La Gazzetta del Mezzogiorno vicino al Policlinico o gli ex uffici delle Ferrovie dello Stato in Corso Italia. Verrebbero subito trasferite, senza soluzione di continuità, le udienze con detenuti e i procedimenti con misure in scadenza. Tutti gli altri saranno rinviati a data da definirsi e i dipendenti saranno legittimati a non lavorare fino all’individuazione di una sede che li ospiti.

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