Sgominato sodalizio criminale. Droga ed estorsioni: 17 misure cautelari, gran parte a Matera

L’indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Potenza è culminata con diciassette misure cautelari eseguite dagli uomini della Polizia di Stato

Per undici persone sono scattate le manette con la conseguente misura cautelare in carcere, si tratta nell’ordine di Bouchaib Morchid, Khalid Bahbah, Hassan Rimi, Donato Michele Cifarelli, Emanuele Di Lecce, Pasquale Cifarelli, Nicola Pisciotta, Nicola Stasi, Besmir Vrapi, Domenico Bitetti, Nicola Petragallo.

Altri due soggetti sono invece finiti ai domiciliari, si tratta di Mario Matera e Antonio Martino. Per due materani è stato disposto l’obbligo di dimora: Giuseppe Montemurro e Vito Domenico Paolicelli. Altre due persone invece, Angelo Lorusso ed Erasmo Belmonte, sono state sottoposte all’obbligo di presentazione.

La complessa indagine è stata condotta congiuntamente dalla sezione Criminalità della Squadra Mobile di Potenza e dall’antidroga di quella di Matera, assistite dalla Direzione distrettuale antimafia che ha consentito di delineare un quadro indiziario definito dalla Procura di “indubbia gravità” a carico degli indagati. I reati contestati riguardano il traffico di stupefacenti, tentato incendio e danneggiamento conseguente, spendita di monete false ed estorsione oltre alla detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività degli investigatori è scaturita dopo la serie di attentati dinamitardi che scossero alcuni esercizi commerciali di Matera tra il dicembre del 2016 e il gennaio 2017 e con l’individuazione di Nicola Stasi quale organizzatore delle intimidazioni e ritorsioni, oltre che assuntore di droga.

Le ramificazioni investigative hanno portato alla luce l’attività di traffico illecito, allargato agli altri soggetti operanti nell’area del materano ma anche del barese, i quali a loro volta, grazie a corrieri collegati con piazze anche sovranazionali, riuscivano ad immettere nel mercato lucano “significative qantità di cocaina ed hashish”.

L’organizzazione, dotata addirittura di una cassa comune, avrebbe mantenuto nel tempo uno stabile canale di approvigionamento con il Marocco “seguendo a tal fine le rotte ultra nazionali ed ultra europee del narcotraffico, attraverso la Spagna e la Francia, Paesi dove” dicono dalla Procura “alcuni degli indagati avrebbero propri collaboratori”.

Fornitori e corrieri erano i due marocchini Khalid Bahbah e Hassan Rimi, collegati a Mario Matera, arrestato in flagranza lo scorso ottobre perchè nella propria azienda agricola di Castellaneta Marina conservava la droga per conto dei due.

A Lavello, in provincia di Potenza è stato individuato un altro ramo della rete di approvigionamento del sodalizio, il marocchino, Bouchalib Morchid, già arrestato lo scorso febbraio a Potenza perchè trovato in possesso di circa una tonnellata di hashish.

L’organizzazione, stando alle indagini, usufruiva anche un canale di approvigionamento alternativo, assicurato da un albanese, Mariglen Kecuku, che nel giugno del 2017 è stato arrestato in Svizzera con 5 chili di eroina.

Si occupavano di rifornire le singole piazze di spaccio in provincia di Matera invece i vari pusher: Emanuele di Lecce, Pasquale Cifarelli, Nicola Pisciotta, Besmir Vrapi, Angelo Lorusso, Vito Domenico Paolicelli, Erasmo Belmonte e Giuseppe Montemurro.

La Procura ricorda tra l’altro che nel mese di Novembre del 2017, nel Borgo Venusio di Matera, Donato Michele Cifarelli ed Emanuele Di Lecce, furono arrestati perchè trovati in possesso di cocaina e vario materiale per il taglio ed il confezionamento, una struttura adibita a serra, banconote false, cocaina ed una pistola calibro 32 con relativo munizionamento.

Si è poi sviluppata nella stessa direzione, la ricostruzione di altri episodi di spaccio collegati, sia a Matera che nella vicina Santeramo in Colle da un piccolo sodalizio facente capo a Domenico Bitetti, che si serviva per la distribuzione di Nicola Petragallo e Antonio Martino.

Nel frattempo gli investigatori, hanno portato alla luce altri episodi che vanno dai danneggiamenti a scopo ritorsivo, alla spendita di banconote false fino alle vere e proprie estorsioni, fatte anche grazie alla disponibilità di armi da parte di alcuni degli indagati, e in particolare dal pluripregiudicato, Nicola Stasi impegnato in quelle che la Procura definisce “poliedriche attività illecite”.

Ricostruite pertanto le ipotesi di danneggiamento seguito da incendio ai danni di due autovetture, in uso al direttore della società Comer di Matera e di un “allarmante e violento attentato dinamitardo programmato ai danni del bar ‘La Voglia Matta’” sempre di Matera, programmati ed organizzati da Nicola Stasi e Donato Michele Cifarelli, con sopralluoghi e predisposizione di taniche di benzina, poi non concretizzati solo grazie al tempestivo intervento della Polizia.

I fratelli Cifarelli sono invece stati scoperti ad acquistare e spendere banconote false (in tagli da 20 e 50 euro) anche in esercizi commerciali di altre regioni.

Sempre a carico di Stasi infine è emersa anche un’attività di “recupero crediti” nei confronti dei vari assuntori di droga.

Share Button