Denunce al Parco Murgia di Matera. Le precisazioni dell’Ente: “stupore e disappunto”

A seguito della notizia relativa alle denunce dei Carabinieri Forestali a sei persone, tra cui i responsabili dell’Ente Parco della Murgia materana per lavori non autorizzati in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico, i vertici dell’Ente esprimono in una nota stampa “notevole stupore e disappunto per aver appreso da fonti esterne la notizia”  diffusa “in assenza di alcuna comunicazione all’Ente di tali procedimenti”.

“Ancora maggiore è il disappunto” è scritto nel comunicato “nell’apprendere, sempre dalla stampa, che i militari della stazione carabinieri forestali avrebbero denunciato i responsabili dell’Ente per aver effettuato questi lavori ‘abusivamente'”.

Sentieri sul Parco Murgia oggetto della denuncia dei Carabinieri

Il Parco Murgia infatti ribadisce che “i lavori in questione non sono affatto abusivi ma regolarmente autorizzati dal Comune di Matera con permesso a costruire per lavori da effettuare sul piazzale del Belvedere e interventi sulla sentieristica di Murgia Timone, rilasciato in data 27/12/2016; gli stessi sono corredati di parere favorevole della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio in data 12/12/2016 e di Valutazione di Incidenza Ambientale rilasciata in data 18/04/2017 dal Dipartimento Ambiente per la riqualificazione dei sentieri e dei percorsi pedonali nel territorio del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri. Documenti ampiamente già messi a disposizione degli organi di controllo”.

“Tale progetto” è scritto ancora nella nota “è stato approvato e finanziato con fondi FESR dalla Regione Basilicata e riguardanti in particolare non la realizzazione di nuovi sentieri ma esclusivamente interventi di manutenzione sulla sentieristica storica esistente ed apposizione di cartellonistica nel totale rispetto del Piano del Parco”.

L’Ente si dichiara ulteriormente sopreso nell’apprendere “questioni relative al Vincolo Idrogeologico dal momento che l’area oggetto di intervento non è inclusa e non è riportata cartograficamente tra le aree sottoposte a tale vincolo e quindi non a vincolo ex R.D. 3267 del 1923, ricordando che la cartografia è l’unico documento ufficiale che indica l’apposizione e la efficacia di tale vincolo”.

“Tanto si doveva” commentano dal Parco della Murgia del Materano “per riportare la discussione nell’alveo della giusta e corretta informazione e per interrompere con fermezza un’attività lesiva dell’immagine di un Ente che espleta, con mille difficoltà, e nel migliore dei modi, la mission che gli compete da statuto”.

“Il nostro Ente” è detto infine “costituisce un modello a livello nazionale per le buone pratiche in campo naturalistico tanto da essere stato inserito nella Piattaforma delle Conoscenze del Ministero dell’Ambiente. Pertanto L’ente Parco attiverà con immediatezza ogni iniziativa e procedura per tutelare la propria immagine, i propri operatori ed i propri diritti”.

Share Button