Rimborsopoli lucana. Condanna confermata per l’ex assessore Martorano

Confermata dalla Corte d’Appello di Potenza la condanna a un anno e sei mesi per l’ex assessore regionale lucano, Attilio Martorano, accusato di peculato nell’ambito dell’inchiesta Rimborsopoli, scoppiata nell’aprile 2013 e che colpì numerosi uomini politici lucani, tra consiglieri ed assessori regionali in carica ed ex consiglieri e assessori di tutti gli schieramenti.

Attilio Martorano - Ex assessore regionale sanità

Attilio Martorano – Ex assessore regionale sanità

Martorano, in primo grado, era stato l’unico a far ricorso al rito abbreviato tra i numerosi imputati in una inchiesta che pone al centro le spese messe a rimborso, non riconducibili, secondo la ricostruzione dell’accusa, ad attività istituzionali.

L’ex assessore, precedentemente anche presidente di Confindustria Basilicata, è accusato di aver rendicontato spese non ammissibili per circa 800 euro. Si tratterebbe perlopiù di fatture e scontrini relativi a pranzi e cene di natura privata e che invece sarebbero state qualificata come segreteria e rappresentanza. Nella precedente udienza, il sostituto pg aveva evidenziato come nella condotta dell’ex assessore fosse ravvisabile “l’elemento psicologico del reato”.

Intanto la Corte d’Appello di Potenza ha annunciato il deposito della sentenza entro 90 giorni, poi, sicuramente, Martorano presenterà ricorso in Cassazione. Prima però, ovvero il prossimo mese, riprenderà davanti al tribunale il dibattimento del processo di primo grado per tutti gli altri imputati della stessa inchiesta, una quarantina circa, tra questi anche assessori e consiglieri ancora in carica, protagonisti delle cosiddette spese pazze del consiglio regionale lucano tra il 2009 ed il 2012. Prime prescrizioni nel 2019.

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