Bitonto, sette arresti per l’omicidio di Anna Rosa Tarantino

Tutti pregiudicati appartenenti ai clan Conte e Cipriano. La Procura: “Determinanti le testimonianze di alcuni cittadini”

 

A Bitonto lo Stato c’è, e non ha intenzione di andarsene. Due mesi e mezzo di indagini sono stati sufficienti per portare in carcere sette persone responsabili di quattro distinte azioni di fuoco che lo scorso 30 dicembre portarono alla morte dell’83enne Anna Rosa Tarantino, che ebbe la sfortuna di trovarsi sulla linea di tiro dei criminali. Il bersaglio predestinato era il 20enne Giuseppe Casadibari, ferito a una spalla, contiguo al clan Cipriano, preso di mira da alcuni esponenti del sodalizio avversario dei Conte, in risposta a tre precedenti episodi nell’ultimo dei quali era stato ucciso deliberatamente un pastore tedesco nei pressi della piazza di spaccio controllata dai Conte. Casadibari in ospedale cominciò a parlare, e le sue dichiarazioni insieme a quelle di un altro collaboratore di giustizia hanno permesso agli inquirenti di tracciare un quadro definito della situazione che poi ha portato agli arresti di questa notte. L’indagine è stata portata avanti congiuntamente da Carabinieri e Polizia, che hanno incrociato le informazioni per giungere al risultato. Per la Procura però non finisce qui, dal momento che l’obiettivo resta il mercato fiorente su cui si regge l’attività criminale dei clan.

 

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