Diversi dubbi da chiarire sulla morte del giovane lucano di Sant’Arcangelo ritrovato in un pozzo

C’è una novità nel caso della morte di Giuseppe Sansanelli, il 26enne scomparso da Sant’Arcangelo il 23 dicembre 2017 e trovato senza vita la mattina del 17 gennaio 2018 in un pozzo in località Fosso Sant’Elia, completamente nudo.

A poche centinaia di metri dal pozzo sono state infatti ritrovate le scarpe del giovane, insieme ma non appaiate, ma come se qualcuno le avesse gettate. A trovare le scarpe è stata la stessa persona che aveva rinvenuto il cadavere, cioè il proprietario del terreno nel quale si trova il pozzo, che ha subito avvertito i carabinieri.

Restano aperti tutti gli interrogativi, in attesa dell’esito dell’autopsia. Il pozzo si trova in una zona isolata da tutto il resto e lo stesso proprietario del terreno ha spiegato di essere andato lì, per prendere l’acqua, l’ultima volta circa 15 giorni prima: in quell’occasione aveva notato la porticina aperta e, sporgendosi, non aveva però intravisto nient’altro e l’acqua appariva pulita. Il cadavere di Giuseppe era più in fondo e non si vedeva? Ancora: al netto dei presunti avvistamenti nel metapontino, il pastore tedesco impiegato nelle ricerche si era fermato in un punto che dista circa tre chilometri in linea d’aria dal pozzo. Ed è lì che Giuseppe era stato avvistato, il giorno della scomparsa, da un cittadino di Sant’Arcangelo. Come mai il cane non è riuscito a seguire la traccia di Sansanelli fino al pozzo?

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