La procura di Potenza ha acquisito il fascicolo sulla morte di Griffa, ex responsabile COVA, morto suicida

Andata Procura di Asti, destinazione Procura di Potenza.

E’ la transazione giudiziale della copia degli atti del fascicolo sulla morte (archiviata come suicidio) di Gianluca Griffa, l’ingegnere ex responsabile del Centro Oli di Viggiano, che ieri sono acquisiti dalla procura del capoluogo lucano. Già nel tardo pomeriggio, come si apprende dalle pagine del quotidiano, si è svolta una prima riunione tra gli inquirenti, il cui obbiettivo sembra quello di voler depositare gli atti a sostegno dell’accusa per il processo riguardante la gestione dei reflui e delle emissioni dell’impianto presente nel cuore della Basilicata; ma non solo, perchè ricordiamo che pendono ancora sulla casata del cane a sei zampe altre inchieste, ad esempio lo sversamento delle 400 tonnellate di greggio di quasi un anno fa. Gli atti riguardanti la morte dell’ingegnere, contengono anche la lettera- testamento, già acquisita dal Pubblico Ministero, che era indirizzata ai carabinieri di Viggiano e agli ispettori di polizia mineraria del ministero dello Sviluppo economico, dove viene descritto come Griffa fosse preoccupato dai livelli eccessivi di corrosione dei serbatoi dai quali sono poi avvenute le perdite già nel 2012. Le sue preoccupazioni gli sarebbero costate ferie forzate, rimozione dall’incarico e una convocazione nella sede di Milano il 22 luglio 2013. Ma quattro giorni dopo il giovane ingegnere fece perdere le sue tracce e poi tragica scoperta del suo cadavere tra le piane piemontesi. Altro obbiettivo degli inquirenti potrebbe essere la dimostrazione della coincidenza tra quanto descritto da Griffa nel suo memoriale e quanto accaduto nello scorso mese di Gennaio o addirittura cercare la verità sulla possibile vicenda già forse accaduta nel 2012. Ad infittire la nube di mistero sulle vicende riguardanti la questione petrolio, è stato anche il suicidio, avvenuto 10 giorni fa, di Guido Conti, 58enne originario di Sulmona generale della Forestale che da poco passato con un ruolo di dirigente all’azienda energetica Total. Ma la procura della Repubblica di Sulmona ha però aperto un procedimento penale nei confronti di ignoti per il reato di rivelazione del segreto di ufficio in relazione alla divulgazione su organi di stampa del contenuto del manoscritto rinvenuto dai Carabinieri nell’autovettura dell’ex generale Guido Conti, divulgazione avvenuta prima della consegna di copia della lettera ai familiari ed alla Procura.

Ora la parola agli inquirenti