Eni: Bolognetti, ingegnere suicida? Una storia sciasciana

Potenza. La vicenda del suicidio dell’ingegnere Gianluca Griffa – ex responsabile del Centro oli di Viggiano (Potenza), morto in Piemonte nel 2013 – e del suo “memoriale” in cui si indicano problemi del Centro, poi emerse successivamente, “va oltre il giallo, è addirittura ‘sciasciana’, ovvero una storia semplice”, che “in più occasioni avevo descritto raccontando gli sversamenti, andando spesso in Val d’Agri, parlando delle perdite dei serbatoi e degli sversamenti, mentre tutti tacevano”. Sono alcuni dei passaggi della conferenza stampa organizzata dal componente della presidenza dei Radicali, Maurizio Bolognetti, stamani a Potenza. In particolare Bolognetti ha parlato di “opposizione di regime che ha sempre taciuto” nonostante “avessimo parlato spesso dello sversamento di idrocarburi, che nel memoriale di Griffa potrebbero risalire addirittura tra il 2012 e il 2013”. Lo stesso Griffa viene definito da Bolognetti “un eroe di questa storia ‘pasoliniana’ degna di questa Italia incapace di onorare la propria legalità”. Il rappresentante dei Radicali ha quindi ricordato le sue segnalazioni sulle perdite dei serbatoi, alle forze dell’ordine e alle istituzioni, “anche alle Commissioni parlamentari negli ultimi anni”. “Forse qualcuno non ci ha capito molto – ha proseguito Bolognetti – o forse le Commissioni non hanno posto le domande giuste, su fatti e vicende che poi si sono rivelate reali, grazie all’inchiesta della Procura di Potenza sulla gestione degli scarti di produzione, e ancora dopo con la ‘scoperta’ degli sversamenti nel 2017, e con segnalazioni anche su vicende ambientali in altre aree della Basilicata, a partire dalla Valbasento. Griffa, a cui va tutta la mia solidarietà, ha dovuto fare conti pesanti con la sua coscienza, e qualcuno dovrà verificare quanto scritto in quel memoriale e perché il carteggio non sia stato inviato ai Carabinieri lucani o all’Unmig, come lo stesso ingegnere aveva chiesto di fare scrivendo quel documento prima di morire”. Ora “speriamo in un cambiamento – ha concluso – e se questa storia si cataloga solo come un giallo, tutto sarà stato inutile”. (ANSA).

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