Bari, cinque arresti per estorsione al quartiere Libertà. “Ci manda lo zio”, pizzo da 600 a 2mila euro al mese

Le indagini scattate dopo le rivelazioni di un collaboratore di giustizia. Contestata anche l’associazione di stampo mafioso

Bastava il nome, in codice, “lo zio” per aprire la cassa e qualche volta anche il frigorifero. Era una diretta emanazione del clan Strisciuglio il gruppo di cinque persone che taglieggiava periodicamente tutti i commercianti della zona del quartiere Libertà di Bari compreso tra Viale Mazzini e via Napoli, tutti arrestati dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Bari dopo un’indagine della DDA durata due anni. Colpiti in particolare i negozi di alimentari. Al proprietario di una polleria che stava ritardando i pagamenti nel dicembre 2016 il gruppo arrivò addirittura a sequestrare carne e macchinari.

Le somme estorte mensilmente variavano dai 600 ai duemila euro, e proprio la reiterazione e il numero altissimo di commercianti che subivano l’estorsione fa parlare gli inquirenti di “estorsione ambientale” e di conseguenza di associazione di stampo mafioso. Le indagini sono scattate in seguito alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia che hanno messo alle strette gli stessi commercianti, costretti a denunciare.