Torna in libertà la maestra di Taranto accusata di maltrattamenti

Arresto non convalidato da gip, consegnata una memoria

Il gip del tribunale di Taranto Giuseppe Tommasino non ha convalidato l’arresto ai domiciliari, eseguito venerdì scorso dalla polizia, di una maestra di 59 anni accusata di maltrattamenti aggravati e continuati nei confronti di bambini di sei anni di prima elementare, e ha rigettato la richiesta di custodia cautelare avanzata dal sostituto procuratore Mariano Buccoliero.

La donna, difesa dall’avv. Massimo Tarquinio, è tornata quindi in libertà dopo l’interrogatorio di garanzia, durato circa un’ora e mezzo. Non essendoci, al momento, nei confronti della maestra altri provvedimenti anche amministrativi, la stessa già domani potrebbe rientrare al lavoro a scuola.

L’insegnante ha consegnato una memoria difensiva che contiene anche decine di sms, messaggi tramite ‘whatsapp’ e e-mail di colleghe, ex alunni e di genitori che le manifestano solidarietà. Secondo quanto riferito dall’avv. Tarquinio, la maestra ha parlato di criticità che riguarderebbero alcuni suoi alunni e dell”agorà’, l’incontro mattutino in cui gli stessi bambini descrivono il loro stato d’animo: se felice, triste, attento, concentrato.

I problemi segnalati dai bambini, sempre secondo il legale, farebbero riferimento ai litigi sorti con i propri genitori quando non venivano assecondate le loro richieste. Nella classe in cui sarebbero avvenuti i maltrattamenti ci sono due insegnanti titolari e due di sostegno.

Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile sono state avviate, poco meno di due mesi fa, dopo le segnalazioni dei genitori di alcuni bambini, che evidenziavano il “gravissimo livello di malessere – veniva sottolineato in una nota della Questura – raggiunto dai loro figli”. Per accertare la veridicità delle accuse, l’attività d’indagine, coordinata dal pm Rosalba Lopalco, è stata condotta anche mediante l’installazione di alcune telecamere nell’aula frequentata dai bambini. I filmati audio-video, secondo gli investigatori, avevano “consentito di accertare i maltrattamenti psico-fisici subìti dai piccoli alunni. In particolare, l’arrestata sgridava, umiliava e mortificava i bambini, giungendo persino a percuoterli, a volte a mani nude e a volte con libri e quaderni, sulla nuca, sul viso e sulle mani”. (ANSA).