Violenza privata e non sessuale per il 36enne che strappò un bacio sulla guancia ad una 15enne

Si trattò di violenza privata e non sessuale

Il “semplice e fugace bacio sulla guancia” alla quindicenne, “dato senza alcuna interferenza nella sfera sessuale”, non può essere considerato un ‘atto sessuale’. Piuttosto, “proprio per la connotazione ‘violenta’ che trasversalmente qualifica le azioni poste in essere contro la volontà di chi le subisce”, può essere qualificato come violenza privata, reato punito all’articolo 610 del codice con pene più basse (fino a quattro anni). E non come violenza sessuale (art. 609 bis) con pene da 5 a 10 anni.

Con questa motivazione la terza sezione penale della Cassazione ha rinviato, per un nuovo esame, alla corte d’appello di Lecce, il caso di un uomo che aveva ripetutamente provato a baciare sulla guancia una ragazzina all’uscita di scuola.

L’uomo, all’epoca dei fatti 37enne, se ne era invaghito senza nemmeno conoscerla, si era appostato fuori da scuola, l’aveva seguita verso casa senza farsi notare e infine, dopo numerosi tentativi, le aveva strappato quel bacio sulla guancia.

Secondo i giudici di merito, la parziale incapacità di intendere e volere, non aveva escluso la consapevolezza della valenza sessuale della condotta e, a riprova del fatto, l’uomo era stato arrestato dai carabinieri con la cerniera dei pantaloni aperta. Per questo, sia in tribunale che in appello, era stato condannato per violenza sessuale, pur se con il minimo della pena.

Nella sentenza n.18679 la Cassazione sottolinea invece che si deve esaminare il fatto tenendo presente il “significato ‘sociale’ della condotta”, e per il bacio sulla guancia la natura di atto sessuale “non è affatto scontata”: “ognuno – scrivono i giudici – vede, infatti, che una cosa è baciare repentinamente (ma puramente e semplicemente) una persona sulla guancia, altra è – per esempio – baciare un’alunna in luoghi appartati” o “il bacio sulla guancia dato nel tentativo di raggiungere la bocca”.

I giudici ricordano che “va esclusa l’interpretazione secondo la quale la nozione di ‘atto sessuale’ deve essere circoscritta ai soli toccamenti nelle zone (immediatamente) erogene del corpo, con esclusione di tutte le altre, ma vanno escluse anche improprie dilatazioni dell’ambito di operatività della fattispecie”. Per questo chiedono di rivedere la sanzione all’imputato. (ANSA).