Sanità lucana. Una legge regionale per evitare l’emergenza.

REGIONEUna legge regionale ad hoc che consenta di mantenere la situazione attuale della sanità lucana, senza rischi per i presidi sanitari, e che conceda il tempo utile per riprogrammare. Questo è quanto deciso nel corso della riunione tra il presidente Pittella e i consiglieri regionali di maggioranza, che si è svolta questo pomeriggio a Potenza, e tesa a definire il quadro di criticità incontro al quale andrebbe il sistema sanitario regionale, a seguito dell’entrata in vigore, il prossimo 26 novembre, della legge nazionale 161/2014. Questa norma infatti, che recepisce una direttiva europea, stabilisce dei nuovi turni di lavoro e di riposo (11 ore consecutive e un tetto massimo di 48 ore lavorative). “Questo vorrebbe dire – ha detto Pittella – un ricorso ad ulteriore personale che cuberebbe per il nostro sistema sanitario 20 milioni di euro. Uno sforzo – ha continuato – che non possiamo consentirci”. La soluzione immediata sembrerebbe dunque quella di “prendere tempo”. In che modo? “Il governo regionale – ha spiegato il Presidente – proporrà una legge che consente la non applicazione della nuova normativa nazionale (161/2014). La sua non entrata in vigore ci consente di avere un tempo più ampio per riprogrammare, evitando criticità immediate”. Perché la legge regionale, che dovrà seguire l’iter previsto e approdare in tempi celeri in Consiglio regionale, sarà sicuramente dichiarata incostituzionale. Ma fino ad allora, la Regione guadagnerebbe un tempo necessario per riprogrammare, mantenendo intanto uno “status quo di tranquillità”. 

 

 

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