Barile. Furiosa rissa, quattro arrestati

Spranga Rissa BarileI Carabinieri della Stazione di Barile, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Melfi hanno arrestato 4 persone, M.V.C., di anni 35; A.C., di anni 27; M.G., di anni 32 e T.C.B., di anni 41, tutti di origine romena ma, da anni, residenti nei comuni di Barile e Rionero in Vulture, ritenuti responsabili dei reati di rissa aggravata, lesioni personali aggravate e porto di oggetti atti ad offendere.

Questo il resoconto dei Carabinieri

“Erano circa le ore 24,00 dell’11 luglio 2015, quando una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Barile stava effettuando una serie di controlli nel centro abitato. Avvicinata da una persona che segnalava una violenta rissa in atto per le vie del centro storico, dopo aver informato la Centrale Operativa della Compagnia di Melfi che provvedeva ad inviare sul posto altro personale, si dirigeva sul luogo della rissa. Sul posto si trovavano di fronte a quattro persone che se le davano di santa ragione utilizzando anche bastoni e pezzi di lamiere. Alla vista dei militari, i malviventi cercavano di disperdersi per i vicoli ma, grazie alla perfetta conoscenza dei luoghi ed alla sinergia di tutti i militari nel frattempo sopraggiunti sul posto, venivano fermati. I quattro rissosi presentavano, tutti, ferite lacero contuse tanto da rendere necessario l’intervento del personale del 118. I quattro, risultati cittadini romeni residenti nei comuni di Barile e Rionero in Vulture, venivano trasportati presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Melfi ove tre venivano giudicati guaribili in giorni 7 ed il quarto, a seguito delle gravi ferite riportate, veniva trasferito presso l’Ospedale San Carlo di Potenza per essere sottoposto ad intervento chirurgico, ove attualmente si trova ricoverato.
Gli investigatori avevano quindi modo di accertare che la rissa era scaturita per futili motivi legati a ragioni sentimentali. Al termine dell’attività investigativa, tutti e quattro i soggetti venivano dichiarati in arresto e, su disposizione del P.M. presso la Procura della Repubblica di Potenza, tre venivano tradotti presso le loro rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari mentre il quarto, sottoposto ad analogo provvedimento, veniva piantonato nel reparto di chirurgia vascolare dell’Ospedale di Potenza”.