Promettevano permesso di soggiorno in cambio di ricariche Postepay

Migranti PostepayPOTENZA – Promettevano ai migranti di regolarizzare la loro presenza in Italia, garantendo loro di “interagire” con gli uffici del Ministero e della Prefettura e chiedendo in cambio ricariche sulle postepay: i Carabinieri hanno eseguito oggi quattro ordinanze di custodia cautelare (un arresto ai domiciliari, e tre obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria) emesse dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Potenza nei confronti di tre uomini (tra i quali un pachistano) e di una donna.

Dalle indagini, cominciate nel 2013 e proseguite per circa un anno, è emersa un’associazione per delinquere che operava in Calabria, Campania, Lombardia e Basilicata: i quattro indicavano nella documentazione datori di lavoro fittizi, consentendo quindi a molti migranti di “uscire” di fatto dalla clandestinità grazie alla ricevuta telematica di deposito della documentazione.

Molte delle denunce sono state presentate da pachistani (uno degli indagati è nato in Pakistan e risiede nel Bresciano): la promessa era quella di ricevere un regolare permesso di soggiorno, ma nella sostanza i migranti ottenevano solo l’ attestato di avvenuto avvio della pratica (che comunque consentiva, fino alla definizione del procedimento amministrativo, la permanenza in Italia). I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico determinato dall’altrui inganno, e favoreggiamento della permanenza in Italia di cittadini extracomunitari per trarre ingiusto profitto dalla loro condizione di illegalità. (ANSA).

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