Potenza. Vicenda del prestito della Curia di 45mila euro. Lapenna denuncia estorsione

Tribunale, Procura di PotenzaPOTENZA – Versioni e controversioni, polemiche, indagini: questa è la storia di un noto avvocato e uomo politico, che, in difficoltà economiche, chiede aiuto al vescovo di Potenza, il quale autorizza l’economo della Diocesi a prestargli 45 mila euro, mai però restituiti.

Alla fine, almeno per ora, c’è un altro uomo denunciato dall’avvocato come estorsore, ma scagionato dal pm per questo reato e tuttavia indagato insieme allo stesso legale per voto di scambio. Nuove nubi, invece, si addensano sulla Curia potentina, da almeno quattro anni nella bufera dopo il ritrovamento nel sottotetto di una chiesa della città del cadavere della studentessa Elisa Claps.

Le indagini della Procura della Repubblica di Potenza e dei Carabinieri sono cominciate alcuni mesi fa dopo la denuncia dell’avvocato Sergio Lapenna – in passato anche consigliere regionale con Forza Italia e nelle ultime elezioni non eletto nelle liste di Centro democratico – contro un suo ex amico, accusato di avergli estorto l’acquisto di tre appartamenti, intestati al presunto estorsore, che, però, nelle scorse settimane li ha restituiti proprio a Lapenna.

Gli immobili ora sono in vendita per ripianare un debito di circa un milione di euro. In diverse interviste, l’avvocato potentino ha ammesso di essersi indebitato e di aver ricevuto prestiti da alcuni suoi clienti e, in un caso, anche dalla Curia (di cui, in diverse occasioni, è stato difensore).

Dopo un colloquio con il vescovo, monsignor Agostino Superbo, Lapenna ha ricevuto in prestito dall’economo della Diocesi, don Pasquale Zuardi, 45 mila euro. Ma da dove sono stati prelevati questi soldi? In un primo momento, agli investigatori vescovo ed economo hanno parlato di un fondo caritatevole per i poveri, scatenando in città ironie e polemiche per un prestito così elevato erogato a un “rinomato professionista”.

Ma poi vescovo ed economo hanno fatto mettere a verbale che i 45 mila euro provenivano da un fondo privato e non da uno pubblico della Cei. La conclusione della vicenda – che sta trovando ampio spazio sui giornali locali – pare ancora lontana.

In questo momento, comunque, c’è la richiesta del pm Francesco Basentini di archiviare la posizione per il reato di estorsione per l’ex amico di Lapenna, che però risulta indagato, insieme all’avvocato, per voto di scambio. Contro Lapenna c’è anche l’accusa di millantato credito. E la Curia? Le indagini stanno riguardando diversi conti correnti (alcuni inattivi da tempo), ma di sicuro sono le polemiche dei fedeli, almeno per ora, a far più rumore.

Intanto l’ex consigliere regionale Sergio Lapenna “ha sporto una denunzia per estorsione lo scorso novembre, a seguito della quale le autorità competenti hanno svolto le opportune indagini”.

Lo hanno detto i due legali di Lapenna, Giuseppe Labriola e Domenico Stigliani, i quali hanno ribadito “la massima fiducia nella magistratura inquirente” e si sono detti “convinti di dimostrare quanto denunciato nelle sedi opportune”.

I due legali, in una nota congiunta, hanno quindi spiegato di “non poter non evidenziare le continue violazioni del segreto istruttorio da parte di alcuni organi di informazione”, annunciando che “tali comportamenti saranno perseguiti ai sensi di legge”.

Labriola e Stigliani hanno infine detto di voler respingere le “volontà denigratorie” dell’immagine del loro assistito: “L’opinione pubblica” hanno concluso “deve essere informata correttamente e, in particolare, che non può essere data una rappresentazione meramente parziale di una vicenda”.

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