Policoro. Stalker recidivo, nuovamente arrestato.

violenza privataenzaPOLICORO – I Carabinieri del Comando Stazione di Policoro, supportati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Pisticci, nella tarda mattinata del 15 novembre, hanno tratto in arresto S.p. (classe 1966), censurato, già sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione ubicata nel comune di Ferrandina (MT), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, tutti delitti reiteratamente consumati in danno della ex convivente, una donna residente a Policoro.

I militari hanno eseguito il provvedimento a carico di S.p. (classe 1966), già tratto in arresto in flagranza di reato il 16 agosto scorso dai medesimi investigatori a seguito di una brutale aggressione scaturita alle ore 05.30 circa lungo la SS. 7 Matera – Ferrandina, quando l’uomo, che si trovava con la propria ex convivente, si stava recando a Ferrandina dopo aver trascorso una tranquilla serata nella Città dei Sassi.

Per futili motivi connessi a fattori di gelosia, l’arrestato aggredì con schiaffi e pugni al viso la donna mentre quest’ultima era alla guida della sua utilitaria, costringendola ad arrestare la marcia ed a sostare in una piazzola di sosta. Vani i tentativi della donna di calmare il suo aggressore che ad un certo punto, fuori controllo, la colpì nuovamente alla testa, verosimilmente con una chiave, provocandole una ferita lacero contusa .

Successivamente, dopo essersi allontanato e poi riavvicinato all’autovettura della donna che danneggiò con calci e pietre in preda ad una violenza incontrollata, sferrò anche all’indirizzo della citata donna un ulteriore colpo con una pietra ad uno zigomo, provocandole un fortissimo trauma facciale. A quel punto la donna in preda alla totale paura, provò a chiamare i Carabinieri sull’utenza 112, tentativo che reiterò diverse volte a causa del disturbo creatole dall’uomo, che le sottrasse anche il cellulare per impedirle di allertare i soccorsi. Solo in quel frangente la vittima decise di darsi alla fuga con la propria autovettura, lasciando l’uomo lungo la citata arteria stradale.

Una volta giunta a Policoro, ferita e sconvolta per i fatti di cui era rimasta vittima, contattò nuovamente dalla propria abitazione i Carabinieri della Stazione di Policoro che raccolsero dettagliatamente la sua inquietante testimonianza relativa all’aggressione subita, inviando presso la sua abitazione personale dipendente ed allertando le altre pattuglie dell’Arma operanti in Ferrandina e Policoro per le ricerche di S.p. (classe 1966). Inoltre, personale in abiti civili si prodigò per accompagnare la donna in tutta sicurezza presso l’Ospedale Civile di Policoro dove quei sanitari riscontrando le lesioni patite, la giudicarono guaribile in gg. 15 (quindici).

Successivamente, gli investigatori rintracciarono l’uomo presso la propria abitazione ubicata in Ferrandina, all’interno della quale veniva rinvenuto il telefono cellulare sottratto con violenza alla convivente, traendolo in arresto e sottoponendolo agli arresti domiciliari.

La misura cautelare eseguita il 15 novembre unitamente ad un altro provvedimento restrittivo di aggravamento della misura già in atto degli arresti domiciliari, è stata emessa il 13 novembre 2013 su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Matera, Dr.ssa Annafranca VENTRICELLI, dal Tribunale di Matera – Sezione Giudice per le Indagini preliminari, nella persona della Dr.ssa Angela Rosa NETTIS, poiché S.p. (classe 1966) ha reiteratamente violato il divieto di comunicare con persone diverse da quelle con lui coabitanti o che lo assistono inviando numerosi messaggi telefonici all’indirizzo della ex convivente contenenti lusinghe e richieste di aiuto, quindi continuando a manipolarla e ad esercitare pressioni psicologiche nei suoi confronti al fine di convincerla a ritrattare il contenuto delle deposizioni rese ai Carabinieri della Stazione di Policoro successivamente al suo arresto del 16 agosto 2013.

Le operazione si concludevano con la traduzione dell’arrestato presso la Casa Circondariale di Matera. La vicenda certifica nuovamente lo straordinario impegno dell’Arma nel contrasto e nella repressione del fenomeno delle violenza di genere in questa giurisdizione.

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