Tutela minori. L’Associazione Di.Do denuncia alla Polizia una canzone che richiama temi sessuali.

Un fotogramma del video

Un fotogramma del video

POLICORO – Sul Quotidiano della Basilicata, Antonella Giacummo aveva denunciato l’11 giugno scorso, la presenza di un video in rete, che rifacendo il verso della celebre canzone “Io sono Francesco” del cantautore Francesco Tricarico, ne stravolge testo e contenuti e sulla melodia della accattivante canzoncina rielabora il messaggio con doppi sensi, parecchio espliciti e con un allusivo “cartone animato”, molto rozzo anche nella forma, che si svolge tra le mura di una scuola.

Sabato 22 giugno, l’associazione Onlus Di.Do (Difesa Della Donna), costituitasi a Policoro decide di sporgere formale denuncia per bloccare la diffusione di questi contenuti. Di seguito il comunicato a firma della presidente Carmela Vitale.

“In seguito alla lettura dell’articolo apparso sul Quotidiano della Basilicata, in cui la dottoressa Assunta Basentini mette sotto accusa il video dei Gem Boy “Buongiorno Luciano”, come associazione abbiamo colto l’appello della dottoressa e presentato formale denuncia alla magistratura affinché disponga la rimozione del video da YouTube. Viene chiesto inoltre che siano individuate le responsabilità di chi avrebbe dovuto esercitare un controllo impedendo, di fatto, che un simile messaggio possa essere tranquillamente visionato, senza filtri e controlli, da parte dei bambini.

Il testo della canzone e i messaggi che contiene il video in questione rappresenta a nostro avviso una palese violazione dell’universo infantile stravolto dall’incursione di una sessualità adultizzata, esplicita e diretta, in ultima analisi de-umanizzata e dissociata dalla tenerezza.

Non ci è parso un video di chi avrebbe pensato che modificando le parole di una canzone si poteva apparire originali, simpatici e favorire in tal modo quei “clik” così importanti per emergere dall’anonimato della rete. In questo video e in altri che abbiamo visionato in cui ad essere modificato è il mondo dei cartoni animati e delle fiabe, le immagini sono semplicemente brutte, indefinibili nella identità di genere e con la tendenza a fondere il corpo dell’adulto con quello del bambino, una combinazione di immagini e parole che richiamano l’universo arido e stilizzato della perversione.

Di cosa ha bisogna il perverso? Di negare e misconoscere le differenze; una necessità imprescindibile affinché possa trionfare il caos originario e poter esercitare su di esso il pieno controllo. Gli effetti di questo malsano comportamento si evincono nella mescolanza della sessualità nelle sue varie forme che non viene più rispettata (come nel video incriminato) così come non viene rispettata la distanza generazionale, con conseguenze spesso gravi per i bambini.
La legislazione italiana è particolarmente attenta a garantire e proteggere gli interessi dei minori di età, però gli interessi coinvolti sono tali da spingere l’Associazione Di.Do a chiedere di più.

Infatti, molto possiamo e dobbiamo fare tutti, sia in qualità di associazione ma anche come genitori pronti a garantire il futuro dei nostri bambini.
La prima forma di tutela è, sicuramente, quella di preservarli da video o cartoni animati che veicolano messaggi ambigui se non addirittura pericolosi.
Purtroppo, oggi dobbiamo proteggerli anche da qualcosa che in passato costituiva una sorta di luogo protetto, ossia il cartone animato, perché anche lì può nascondersi una minaccia.

L’Associazione Di.Do non ci sta e intende impegnarsi attraverso una denuncia alla Polizia Postale competente affinché simili video o cartoni possano essere rimossi rapidamente da Internet e, soprattutto, per individuare le responsabilità per omesso controllo”.