Il Festival delle Mongolfiere che non hanno mai volato nei cieli di Matera

Il promotore del Festival, Fabrizio Zampagni

Il promotore del Festival, Fabrizio Zampagni

MATERA – Pronti, si parte… anzi Si vola! E’ questo l’incipit del primo di una lunga serie di comunicati stampa che annuncia l’International Balloons Festival di Matera.

Allegata al messaggio la suggestiva immagine panoramica dei Sassi sorvolati da una mongolfiera. Un fotomontaggio.

Già in quella prima nota stampa, lo scrivente tentava di esorcizzare la “malasorte” sempre in agguato:

“La prima edizione del Festival Internazionale delle Mongolfiere, annunciata dal 18 di marzo fino al primo aprile prossimo, un periodo che i promotori potrebbero protrarre fino al 7 aprile, per le condizioni meteo che finora hanno impedito i voli”.

Dopo pochi giorni un altro comunicato che contiene “alcune modifiche importanti”. Si parla di “light mobility”, di “turismo accessibile anche per i disabili”, di sapori materani e di Lucania, e si chiude con la promessa “I sassi finalmente volano”, le mongolfiere nel consueto fotomontaggio intanto aumentano di numero.

Siamo al Primo Aprile, e il tempo (quello atmosferico) gioca ancora un brutto scherzo. Non si puo’ volare. Arriva, puntuale con la pioggia un altro comunicato stampa:

“Le manifestazioni di volo, per le sfavorevoli condizioni del tempo, sono state rinviate al prossimo 24 aprile e andranno fino a 5 maggio. Intanto, continuano gli appuntamenti ‘a terra’ del Festival”

E per rendere ancor più “qualificata” la proposta compaiono diversi autorevoli nomi quali quello “dell’Avvocato Raffaello De Ruggieri della Fondazione Zetema che, in affiancamento agli Enti territoriali, Comune, Provincia, Parco insieme all’APT, patrocina il Festival avrebbe dovuto accogliere i partecipanti, insieme al coordinatore scientifico di ‘Light Mobility’, l’Ing. Marco Bresci dell’ACI e della rassegna nazionale ‘Eco Mobility’, che ha sostenuto gli aspetti qualificanti della mobilità eco-sostenibile per una innovativa circolazione turistica, a basso impatto ambientale”.

Al ritmo di un paio di comunicati stampa a settimana arriviamo a fine aprile, e riceviamo, puntuale come una pioggerellina primaverile l’ennesimo comunicato: “Sassi e Petra, insieme finalmente volano”.

Stavolta a volare alto è Fabrizio Zampagni, il promotore dell’iniziativa che è riuscito a coinvolgere una delegazione della regione di Petra in Giordania, gemellata con la città di Matera.
Alla conferenza stampa effettivamente, prendono parte gli autorevoli delegati giordani, ma di presenze istituzionali quali quella del sindaco Adduce, del presidente della Provincia Stella, e del presidente del Parco Murgia neanche l’ombra.

Si rischia l’incidente diplomatico. Sì perché stando all’ultimo comunicato ricevuto ieri sera alle 22.00 e accompagnato dal consueto fotomontaggio, al Festival non solo il tempo non ha sorriso, ma anche i delegati giordani offesi dall’assenza delle autorità locali.

Questa mattina però, mentre scrivevamo il sindaco di Matera incontrava la delegazione giordana:

“Durante l’incontro, svoltosi in un clima di assoluta cordialità, il sindaco ha ribadito l’intenzione della città dei Sassi di rendere concreta l’ipotesi di gemellaggio fra Petra e Matera, ratificata nel 2011 con la firma di un protocollo d’intesa”. Ma al festival nessun cenno

Intanto giunge un comunicato dall’agenzia che, citata nei comunicati di Zampagni, avrebbe dovuto raccogliere le prenotazioni dei “voli”: “chiedo di dissociarmi da quanto connesso al Festival, da eventuali future riprese della notizia e, quindi, anche dall’organismo promotore del Festival stesso (‘In. Pro. Sud’ del Dott. Fabrizio Zampagni) in quanto manca un ufficiale accordo commerciale, né di altra tipologia, tra le parti che permettesse la realizzazione di un servizio a favore dell’intera cittadinanza materana, e non solo”.

Ma Zampagni non demorde e già preannuncia una nuova conferenza stampa all’inizio delle prossima settimana “per capire vicissitudini e bilancio di questa accidentata prima edizione del Festival”.