Si auto-denuncia il responsabile dell’aggressione di vico Don Minzoni

L'aggredito a "Cuccurucù"

MATERA – Sono state anche le immagini andate in onda il 22 novembre scorso su Trm, nell’ambito della trasmissione “Cuccurucù”, a generare il pentimento di colui che venerdì scorso colpì con diversi pugni un 54enne materano, residente in vico Don Minzoni, stradina degradata del centro storico che per questo, soprattutto nelle ore notturne, diventa luogo di movida turbolenta, a volte anche senza freni. Il fatto in questione, però, è accaduto di mattina, durante una giornata di sciopero a scuola. Il responsabile dell’aggressione, un ragazzo di appena 16 anni, non materano ma residente in città in un istituto per minori a causa di una difficile e complessa situazione familiare, era seduto all’ingresso dell’abitazione dell’uomo insieme a due ragazze; quando gli è stato chiesto in modo piuttosto animato – come lo stesso aggredito ha riconosciuto – di alzarsi per permettergli il passaggio, il ragazzo e le amiche si sono sì spostati ma quest’ultimo, non incassando le parole dell’uomo e non volendo sfigurare davanti alle amiche, ha reagito con violenza. Questa ricostruzione, non molto diversa da quella fatta dall’uomo aggredito sia in Questura che in tv, appartiene proprio al responsabile del gesto, che ieri, insieme a sua madre, si è presentato alla Polizia, dopo essersi confidato con i responsabili della struttura che lo ospita, per assumersi tutte le sue responsabilità. Un gesto apprezzabile, fermo restando il fatto che il gesto va condannato e sanzionato dalla legge come d’altronde accadrà, dicono dalla Questura la portavoce Luisa Fasano e la responsabile dell’Ufficio Minori, Maria Novellino. Se il ragazzo non avesse deciso di denunciare spontaneamente la sua responsabilità, infatti, sarebbe rimasto impunito, visto che le numerose attività messe in atto dalla Polizia per individuarlo – compreso un blog sul tema messo in rete dagli agenti della Postale sotto mentite spoglie – non si sono rivelate utili allo scopo, non in ultimo anche per l’atteggiamento evasivo di residenti della zona e studenti e giovani coetanei del responsabile, di cui si era solo compreso che non fosse materano. Le telecamere di videosorveglianza presenti sul luogo dell’accaduto, infine, erano puntate altrove. E’ proprio su quest’ultimo fatto che l’amministrazione comunale di Matera deve riflettere seriamente, ripianificandone installazioni e funzionalità, al fine di garantire realmente la sicurezza cui dovrebbero essere funzionali, agevolando non poco il lavoro delle forze dell’ordine. 

 

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