Ritrovata Rosa Masiello a 24 ore dal padre

Il luogo dov'è stato ritrovato il corpo di Rosa Masiello

MATERA – Sono stati i volontari di Legambiente, intorno alle 9 di questa mattina, a porre la parola fine alla tragica vicenda che ha visto protagonisti Carlo e Rosa Masiello, padre e figlia di Altamura, di 87 e 44 anni, uccisi dalla furia cieca dell’acqua del torrente Ciccolocane che, nella piena provocata dal nubifragio abbattutosi nella serata di domenica scorsa su Matera, aveva travolto la Golf bianca su cui si trovavano a bordo, nei pressi di borgo Venusio, dopo che Saverio Monitillo, 47 anni, marito di Rosa e genero di Carlo Masiello, aveva tratto in salvo, dalla stessa auto, le due nipotine, gemelle di cinque anni. A poco meno di 24 ore dal ritrovamento del corpo senza vita del padre, in località Murgia Sant’Andrea, nell’agro di Montescaglioso, in un tratto impervio del torrente Fiumicello, a 30 chilometri di distanza dall’accaduto, il corpo di Rosa Masiello è stato rinvenuto a Matera, in località Pantano, nel torrente Gravina, in cui confluisce il Ciccolocane, a circa 6 chilometri da dove la macchina fu travolta, all’altezza dell’autoparco e di una pista ciclabile, dove questa mattina i volontari della Protezione civile di Legambiente, coadiuvati da ulteriori cittadini unitisi spontaneamente alle ricerche, sono tornati, nella convinzione di dover continuare a batterla a tappeto. Ieri mattina, quasi contemporaneamente al ritrovamento di Carlo Masiello, agenti del Corpo Forestale, all’altezza di Venusio, avevano trovato la borsa della figlia Rosa; stamani, invece, poco prima di rinvenire la donna, nello stesso punto, i volontari di Protezione Civile avevano trovato un’altra borsa che, a quanto pare, apparteneva al padre e conteneva dei medicinali. Termina, purtroppo tristemente come preventivato già dalle prime ore dopo l’accaduto, una settimana di ricerche instancabili, condotte con professionalità e, ancor prima con dedizione, da un gruppo collaborativo costituito in primis dai Vigili del Fuoco, appunto dai volontari di Protezione Civile e dal Corpo di Soccorso alpino lucano, con cui quotidianamente hanno collaborato Carabinieri e Corpo Forestale. Termina soprattutto uno strazio per la famiglia Masiello e per Saverio Monitillo: tutti, in questi giorni, non hanno mai smesso di seguire le operazioni in prima persona e di ringraziare, ieri come questa mattina, in lacrime, coloro che hanno ritrovato i propri cari, strappati alla vita in una maledetta domenica che da giornata di festa e della famiglia si è trasformata in un giorno che sarà difficile da dimenticare, per tutti.

 

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