Ciccolocane, il torrente maledetto.

Matera – Ciccolocane, il torrente maledetto. Nel giro di pochi mesi è esondato già due volte: la prima nel novembre del 2010, la seconda nel marzo di quest’anno, seminando tutt’attorno rovine e distruzione. Quelle che vi stiamo proponendo sono immagini che si riferiscono all’allagamento dello stabilimento dell’Ila Valdadige che produce laterizi. Un brutto colpo per la fabbrica costretta a sospendere per alcuni giorni l’attività lavorativa  e a sostituire anche alcuni apparati della catena produttiva. Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo appena un’ora abbondante di pioggia battente, il torrente, che qualche chilometro più a valle si getta nella Gravina di Matera, faceva registrare una profondità dell’acqua di poco superiore ai due metri. Quando la precipitazione è per fortuna terminata e la massa idrica ha ripreso a scorrere lungo il suo corso naturale si è pensato ad un allarme rientrato. Così non è stato perchè – lo si è scoperto solo dopo – il Ciccolocane con la violenza limacciosa delle sue acque aveva ghermito un’auto con cinque persone a bordo. Tre, come abbiamo già detto, si sono miracolosamente salvate, altre due risultano ancora disperse, ma per loro si affievoliscono le speranze che siano ancora in vita. Chi ha vissuto in presa diretta le ultime due esondazioni è perentorio: i lavori di ripulitura del torrente sono state eseguite con puntualità dall’Anas e dal Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto. Quel che è accaduto ieri, quindi, sarebbe stato determinato non dall’incuria e dall’abbandono manifestatisi nel tempo a carico del canale, ma dalle profonde modificazioni che si sono registrate nell’area, dalla costruzione della “quattro corsie” tra Matera ed Altamura  e dalla realizzazione di un metanodotto, due interventi che hanno profondamente modificato la struttura dei luoghi, quindi l’intero bacino imbrifero. Di conseguenza nell’area sono aumentati i volumi d’acqua, sovradimensionati per il letto di quel torrente il cui alveo andrebbe opportunamente ampliato per evitare altri drammatici eventi. Un’operazione – inutile dirlo – che andrebbe eseguita in tempi brevi per evitare che nuove emergenze si possano verificare nel corso della stagione autunno invernale.

 

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