Nessuna archiviazione dell’inchiesta sui “fidanzatini”

MATERA – Non sarà archiviata l’inchiesta sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i due studenti universitari trovati morti, la sera del 23 marzo 1988, nel bagno della casa della ragazza, a Policoro. Il gip di Matera, Rosa Bia, infatti, ha respinto la richiesta del pubblico ministero Rosanna De Fraia. Il magistrato, accogliendo le istanze presentati dagli avvocati Francesco Auletta e Riccardo Laviola, ha disposto la restituzione degli atti al pm per dar corso a ulteriori indagini e affinché conferisca l’incarico a un consulente medico-legale. Quest’ultimo dovrà valutare l’opportunità di una eventuale nuova riesumazione dei corpi dei due ragazzi, per “accreditare o escludere” l’ipotesi di duplice omicidio, sostenuta dai parenti dalle vittime, alla base della riapertura delle indagini. Spetterà, infine, al pubblico ministero valutare e disporre altre indagini suggeriti dai ricorrenti, alla ricerca delle tracce di una morte procurata da terzi. Soddisfazione è stata espressa da Auletta, che assiste la signora Olimpia Orioli. La famiglia Orioli aveva presentato opposizione alla richiesta di archiviazione allegando alla istanza anche un “parere pro veritate”, redatto dalla criminologa forense Roberta Bruzzone, esperta in criminalistica e analisi della scena del crimine presso l’Accademia internazionale di Scienza Forense di Roma. Il parere, con varie argomentazioni, sostiene che la morte dei due giovani sia da imputare a un omicidio e non a un “incidente”. Ecco perché don Marcello Cozzi, referente lucano dell’associazione “Libera”, ha auspicato che ora “si proceda presto con la riesumazione dei fidanzatini ma anche che tutti i macchinari siano apposto e funzionanti e non paradossalmente guasti così come è accaduto nell’autopsia a seguito della precedente riesumazione. D’ora in poi”, ha concluso, “gli eventuali responsabili tanto delle morti quanto dei depistaggi, dovranno vivere con ansia costante”.

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