Atti vandalici reali e virtuali

Matera. Atti vandalici reali e virtuali. Cercare di dare una valutazione su quale sia il più grave, tra i molti a cui abbiamo assistito nel corso degli ultimi due mesi, diventa un esercizio retorico poco interessante, almeno per chi scrive. Quel che è certo è che la città di Matera è spaccata in molte parti. L’ultimo atto reale, in ordine di tempo, è una, tradizionale e poco edificante, scritta sul muro di fronte a Palazzo di Città contro il nuovo sindaco. L’elenco delle brutture, e non si tratta certo di una valutazione da esteti, è davvero lungo e va dall’ascia sulle porte alle pietre sulle vetrine. Ma il virtuale in questa campagna elettorale ci ha anche insegnato che detti e proverbi restano di attualità anche nell’epoca del 2.0. “La mamma degli stupidi è sempre incinta” questa una delle espressioni usate da nonni e zie anziane e che affiora alla mente quando si fa un giro sui principali social network, utilizzati dalle diverse parti politiche in occasione delle elezioni, in cui sfrenati sostenitori, che non sempre hanno dalla loro parte la lingua italiana, attaccano, ribattono, offendono senza conoscenza alcuna dei fatti né delle regole del confronto. Naturalmente nessuna delibera disciplina questo colorato pout purri di populisti senza libri. Sicuramente se la notte la si trascorre su internet o per le strade con bomboletta spray alla mano difficilmente al mattino c’è un posto di lavoro o un serio piano di studi ad attendere i vandali, virtuali e reali. Ma la politica che sia fatta da partiti o da movimenti civici ha il dovere, in questi casi di inciviltà, di intervenire per evitare lo scontro; di ricucire per creare un unità produttiva in termini sociali e culturali di cui la nostra città ha urgente bisogno. A loro l’appello ad una presa di posizione definitiva ed immediata che se tarderà, equivarrà alla commistione con la violenza verbale, virtuale e tangibile. Silenzio uguale assenso.