Racket e usura nel potentino. Confesercenti avverte: servono più denunce

Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza

La provincia di Potenza si scopre sempre più fragile sul fronte usura. Secondo una recente indagine Eurispes, infatti, il territorio ha ottenuto un indice di permeabilità con punteggio di 74,48, tale da collocarla tra quelli di “più allarmanti” tra le province italiane. Il dato è emerso a seguito di un incontro romano a dieci anni dalla sottoscrizione dell’accordo tra il Ministero dell’Interno, l’Associazione Bancaria Italiana e le associazioni di categoria degli operatori economici. Presente il vice ministro all’Interno, Bubbico, su iniziativa di SOS Imprese, l’associazione di Confesercenti nata per contrastare racket e criminalità, in vent’anni capace di raccogliere oltre 10 mila denunce e 200 mila richieste dei commercianti coinvolti, per un giro d’affari di circa 20 mld di euro all’anno.

Nel potentino, il fenomeno è stato denunciato in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario e tocca in primis le famiglie. Non vengono risparmiati commercianti e piccoli imprenditori, come emerso di recente con alcuni episodi incendiari. Secondo Confesercenti, il primo passo è denunciare, per mettere in luce i casi ancora sommersi. “Gli strumenti per intervenire, come la Legge anti usura, già esistono – ha concluso Cassino – e vanno incentivati.”

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