Migranti. Sfollata tendopoli abusiva di Boreano, M5S chiede chiarezza, Braia: applicato protocollo

Le forze dell’ordine hanno eseguito stamani, a Venosa (Potenza), in contrada Boreano, un’ordinanza di sgombero – emessa nel 2014 – di una tendopoli utilizzata da una trentina di migranti, impegnati, in particolare, nella campagna della raccolta del pomodoro in Basilicata e in Puglia. Lo sgombero – secondo quanto si e’ appreso – e’ avvenuto senza problemi di ordine pubblico.

I migranti – che da anni vivono, soprattutto nel periodo estivo, nella contrada di Venosa – sono stati accompagnati, anche con la collaborazione della Croce Rossa, in altre strutture della zona.

“Apprendiamo che in queste ore è in corso uno sgombero forzato dei braccianti agricoli dell’accampamento di Boreano, a Venosa (Potenza), in provincia di Potenza. L’operazione, che per modalità di svolgimento sembrerebbe aver assunto i caratteri della deportazione, vede l’Esercito e diverse forze dell’ordine impegnati ad abbattere con le ruspe le baracche dove vivono i lavoratori. Chiediamo che il Governo faccia chiarezza sulle motivazioni e le modalità dello sgombero e riferisca su quali azioni intenda adottare per evitare che si ripetano episodi come questo”.

È quanto chiesto dai deputati del M5S della Commissione Agricoltura in un’interrogazione a prima firma dell’on. Massimiliano Bernini.

“I braccianti sgomberati – evidenziano i pentastellati – saranno trasferiti in un’altra struttura messa a disposizione dalla Regione Basilicata, che sarebbe riconosciuta però inadeguata per la mancanza di servizi igienici e cucine, e dove i residenti non possono incontrare nessuno. È precluso infatti ogni accesso agli avvocati, agli psicologi, alle associazioni di volontariato e persino agli amministratori comunali e ai consiglieri regionali d’opposizione, tra cui quelli del MoVimento 5 Stelle, che monitorano da vicino e con preoccupazione l’evolversi della vicenda”.

“Lo sgombero di Boreano giunge dopo l’ordinanza di bonifica e messa in sicurezza dell’area che il sindaco di Venosa (Potenza), Tommaso Gammone, ha coraggiosamente firmato, in applicazione del protocollo nazionale e dell’accordo quadro che la Regione Basilicata, prima in Italia, ha sottoscritto con tutte le parti sociali e le associazioni no-profit”.

Lo ha detto, attraverso l’ufficio stampa della giunta regionale, l’assessore all’agricoltura, Luca Braia, il quale ha poi annunciato che “sarà convocato nella prossima settimana un tavolo con il Coordinamento politiche migranti e le parti sociali per affrontare l’annosa questione del trasporto e dei tre mesi di incentivi. La firma del protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura vede così immediata applicazione da parte della Regione Basilicata per mettere fine a quella che è stata una vergogna durata dieci anni, con uno sgombero effettuato questa mattina senza difficoltà e resistenze”.

Braia ha infine spiegato che saranno avviate “le operazioni di bonifica del sito dove sono stati ricacciati negli anni i lavoratori della terra, sfruttati e in condizioni non dignitose che saranno ospitati nel centro accoglienza di Venosa e dai primi del mese di agosto nel centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio (Potenza), con l’obiettivo della piena riaffermazione della legalità”.