Secondo alcuni archeologi turchi, quelle conservate a Bari non sarebbero le reliquie di San Nicola

San Nicola non sarebbe mai giunto a Bari, al suo posto nella Basilica ci sarebbero le ossa di un altro sacerdote. Ad annunciarlo studiosi e archeologi turchi. E non si fa attendere la risposta di padre Distante, vicerettore della Basilica di San Nicola, dopo le notizie apparse prima sulla stampa locale turca e poi riprese dalla BBC: “Noi abbiamo le fonti della traslazione” delle ossa di San Nicola “che ci hanno tramandato qualcosa di storicamente valido”, i turchi – ha dichiarato padre Distante – “comincino a darci delle risposte scientificamente certe, solo allora noi cominceremo a prendere sul serio la questione. Se poi loro hanno un interesse di natura turistica posso anche capirlo, San Nicola è un personaggio che tira e attira molto”.

Ma partiamo dall’inizio. Secondo quanto afferma il sovrintendente turco Cemil Karabayram, un tempio ancora intatto è stato scoperto sotto la chiesa di San Nicola nel quartiere Demre. Lo studioso racconta che il tempietto antico coperto di mosaici e di pietre, che saranno rimosse una ad una, conserverebbe le reliquie del santo. Una ipotesi supportata anche da alcune note e documenti ritrovati, secondo i quali questa chiesa fu demolita e ricostruita. Durante la ricostruzione, però, i commercianti di Bari presero le ossa. Ma si dice che queste non appartengano a San Nicola ma ad un altro sacerdote.

“Dalle notizie pubblicate dai media – spiega padre Distante – si parla di una tomba intatta che sarebbe stata trovata. Noi abbiamo le fonti della traslazione che parlano della tomba quasi distrutta dai marinai baresi per impossessarsi delle ossa del santo. Già questa è una notizia che contrasta con le nostre fonti storiche”.

“Le fonti della traslazione – aggiunge – sono coeve. Una delle fonti è quella di Giovanni Arcidiacono ed è stata commissionata dall’arcivescovo Ursone. Questi muore il 4 febbraio del 1089, le reliquie arrivano a Bari il 9 maggio 1087, per cui la commissione è coeva alla traslazione stessa”.

“Le scoperte archeologiche – conclude – presentano sempre tanti interrogativi, noi attendiamo risposte. Abbiamo la bellezza di mille anni di storia attorno al culto di San Nicola e alla Basilica Nicolaiana”. Sarà tutto da provare dai nuovi scavi che i turchi adesso annunciano, dopo aver nominato otto accademici di rami diversi per lavorare al caso.

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