Boschetto ed ex Onmi: la retta della vergogna

Matera. Via Lucana e, poi, su lungo via Gramsci per un centinaio di metri. Battezzarla la retta della vergogna non sembra fuori luogo. In una distanza di poco conto, nel cuore della città, esistono ormai da tempo due cantieri fantasma. Il primo riguarda l’accesso al parco del boschetto, la via più breve per raggiungere il castello Tramontano con il suo eccezionale parco e l’area di una delle strutture dell’ateneo di Basilicata. L’altro è quello investito dell’incarico della riqualificazione dello stabile dell’ex Onmi che per circa mezzo secolo ha ospitato i più piccoli dei materani, prima sotto l’insegna dell’Opera nazionale maternità e infanzia, poi dell’amministrazione comunale che ne ha affidato la gestione ad una cooperativa. Fermo ormai da mesi il primo, mai avviata l’attività dell’altro con responsabilità da ascrivere tutte al Palazzo di Città, ma probabilmente anche a quegli enti direttamente interessati al rifacimento della scalinata di accesso al boschetto, area verde storica della città, da anni recuperata alla fruizione del tempo libero, ma accessibile solo da un ingresso laterale. E sabato, nonostante l’inagibilità della scalinata che continua ad avere forme e sembianze di un luogo devastato da una scossa sismica, tra gli alberi e le aiuole del parco sarà scoperta la statua in marmo di papa Giovanni Paolo II . Un’accelerazione dei lavori per presentare un sito finalmente definito e adeguatamente presentabile sarebbe stata fondamentale.

Ed eccoci all’Onmi, una struttura di qualità dal punto di vista architettonico realizzata a metà degli Anni Cinquanta grazie all’impegno profuso da uno dei primi specialisti in pediatria presenti in città, il dott. Mauro Padula al quale in un periodo successivo si aggiunse il sostegno di un altro medico , il dott. Rocco Mazzarone. Da almeno un quinquennio l’ex Onmi vive in uno stato di abbandono e degrado totali. Basta guardare le immagini per rendersene conto. Porte e finestre divelte. Per chi abita nella zona il luogo di strani convegni, ma anche il parcheggio notturno di disperati senza dimora. Altrove, ma in politica, esiste il cerchio magico, figura geometrica presente anche qui, a Matera, quando in primo piano ci sono interessi nel comparto dell’edilizia. Se in un’impresa, però, viene meno il business legato a cemento e mattoni, allora la definizione più giusta, geometria alla mano si trasforma in linea retta della vergogna: cento metri tra via Lucana e via Gramsci.

 

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