A venticinque anni dalla scomparsa e omicidio di Elisa Claps. A Potenza manifesti di Libera

“Una memoria che non cerca la verità calpesta la dignità”

E’ diretto in particolare alla città di Potenza il messaggio che campeggia sui manifesti voluti dall’associazione Libera per ricordare il 12 Settembre 1993, giorno della scomparsa e dell’omicidio di Elisa Claps.

A venticinque anni di distanza da quel giorno e diciassette dal ritrovamento del corpo, il 17 marzo 2010, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, non possono cancellare anni di despistaggi e dolore causati a parenti e amici.
Smascherato, lo spasimante respinto, Danilo Restivo, oggi 46enne, è stato condannato a 30 anni di reclusione. Ben 13 le cortellate mortali inflitte sul corpo di Elisa, all’epoca giovane studentessa alle porte della vita.
Restivo, recluso anche per il delitto della sarta inglese, Heather Barnett, sta scontando la pena in un carcere dell’Inghilterra. Nonostante fosse stato individuato come probabile colpevole, soltanto il 23 Ottobre 2014 la Corte di Cassazione ha emanato la sentenza definitiva, concretizzatasi in seguito al ritrovamento del suo Dna sulla maglia della vittima.
Oggi quel messaggio di Libera rappresenta un monito per la collettività. La famiglia Claps, dalla madre Filomena al fratello Gildo, continuano a chiedere piena luce su quanto accaduto. Le attenzioni sono proprio sul luogo di culto del centro storico dove sono stati ritrovati i resti di Elisa, attualmente chiuso ed interessato da lavori di restauro di futura realizzazione per separare la canonica dal corpo della chiesa. Un punto di discordia tra la possibilità di aprire le porte ai fedeli piuttosto che farlo divenire simbolo a futura memoria.