A Tricarico l’ultimo saluto ad Antonio Infantino: narratore di sogni, seminatore di idee e realizzatore di pensieri

Matera. Sono stati i suonatori di cupa cupa, a ritmo di musica, a porgere l’ultimo saluto al Maestro Antonio Infantino. Nella chiesa di Sant’Antonio c’era tutta Tricarico, stretta in un abbraccio commosso al fondatore dei Tarantolati, rappresentanti istituzionali, amici e artisti come Vinicio Capossela con cui ha collaborato in diverse occasioni, ospite nelle ultime edizioni del suo Sponz Fest. Forte nella sua musica è stata l’influenza di Infantino definito da Capossela un “Maestro di resistenza culturale al suono dei cupa cupa”.

La sua storia di sperimentatore è ricchissima, artista dalle mille anime che si sono mosse nella dimensione dell’arte; legato alla tradizione, ma anche all’avanguardia . Fortemente agganciato alla cultura mediterranea tra ritualità e paganesimo. Inconfondibile con la sciarpa di seta sul capo. Artefice del successo della musica popolare in Italia, ma con un linguaggio nuovo come quello inventato insieme a Dario Fo con Mistero Buffo; Infantino è stato anche l’artefice del FolkStudio di Roma con De Gregori e Venditti.

Un triste epilogo non previsto per il lungometraggio “A faboulous trickster”  , pronto per essere lanciato con esibizioni dal vivo che accompagnassero il film che celebra uno dei più autentici esponenti della musica popolare lucana e che ora sarà rivisto, perchè –  ha detto il regista Luigi Cinque – “alla luce di questo fatto drammatico, tutto suona diverso rispetto quello che ha fatto, ha raccontato, alla filosofia ed alla multiculturalità”.  “Antonio Infantino – ha detto Cinque – era uno sciamano; percepiva la realtà e a riportarla in forma popolare, pagando però di persona. e lui ha pagato di persona anche con un grande abbandono che adesso sarà recuperato, ma è stato buona parte trascurato ed abbandonato”.

La sindaca Lina Marchisella ha descritto così il Maestro Antonio Infantino:  “un narratore di sogni, un seminatore di idee ed un realizzatore di pensieri” ha detto la sindaca

Per chi lo ha amato e stimato il rammarico per un uomo che se ne è andato in una solitudine che non meritava. Spetta a tutti, ora, non disperdere l’immenso patrimonio artistico che il Maestro Antonio Infantino lascia alla Basilicata e non solo, curandone la sua memoria.

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