Ilva: Fi Camera, audire Calenda-Emiliano e Melucci

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, e le parlamentari azzurre Vincenza Labriola e Catia Polidori hanno inviato una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e ai presidenti delle Commissioni Ambiente e Attivita’ produttive di Montecitorio, Ermete Realacci e Guglielmo Epifani, per chiedere lo ‘svolgimento di un ciclo di audizioni per un aggiornamento complessivo in merito alle vicende che coinvolgono lo stabilimento dell’Ilva e la citta’ di Taranto’. Il gruppo di Forza Italia della Camera chiede di poter audire ‘il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco della citta’ di Taranto, Michele Melucci, in particolare a seguito del grave allarme salute che sta coinvolgendo il territorio tarantino, e dell’ulteriore chiusura delle scuole in questi giorni in cui il vento che soffia da Nord sparge sulla citta’ polveri pericolose’. ‘Sono infatti in corso – scrivono i parlamentari azzurri – forti limitazioni per i cittadini di Taranto, soprattutto per le fasce piu’ a rischio: soggetti asmatici, cardiopatici, anziani e bambini, da proteggere da inquinanti di origine industriale pericolosi per la salute come benzo(a)pirene e Pm10. Data l’estrema delicatezza della questione, e’ necessario, sebbene la Camera operi in regime di prorogatio, poter audire le istituzioni direttamente interessate alla questione.  Le audizioni – viene sottolineato – potrebbero altresi’ costituire l’occasione per definire ‘la situazione delle aziende
dell’indotto pugliesi (e per lo piu’ tarantine) che aspettano ancora le loro spettanze, e che versano in gravi difficolta’.  Inoltre, sul piano piu’ generale, e’ fondamentale acquisire elementi decisivi per chiarire il futuro dell’Ilva, in particolare alla luce del ricorso al Tar contro il decreto
ministeriale sul Piano Ambientale disposto per l’acciaieria, presentato proprio dal Presidente Emiliano e dal Sindaco Melucci, che, di fatto, ha bloccato l’intera operazione di cessione dello stabilimento, e che potrebbe avere gravi ripercussioni anche sul piano ambientale’, concludono Brunetta, Labriola e Polidori.(ANSA).

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