Natale 2017, il messaggio dei Vescovi di Matera e Potenza: Caiazzo e Ligorio

“E se noi riusciamo ad aiutare i nostri fratelli che sono più nel bisogno ad essere un tantino più felici, allora celebreremo Natale, ma sarà Natale ogni giorno”; sono forse tra le parole più significative tra quelle pronunciate dal Vescovo di Matera Irsina Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo nelle ultime ore in occasione delle due messe della vigilia e del 25 dicembre nella Basilica Cattedrale di Matera ma anche in occasione della sua visita nella residenza Brancaccio il Sicomoro per essere vicino agli ultimi – riprendendo ancora le sue parole – in quei luoghi dove Dio si manifesta davvero. Momento quest’ultimo insieme alla messa del 25 dicembre, trasmessi ricordiamo in diretta su Trm network; significativo e toccante anche il passaggio della lettura del messaggio dei detenuti “il compito della chiesa – ha detto – deve essere quello di fare in modo che la vera misura del tempo non sia quella dell’orologio bensì quella della speranza” e infine nel suo messaggio ha voluto richiamare la comunità alla solidarietà verso il prossimo vivendo un’esistenza consapevole di non essere soli in questo universo; “è Natale se tu, io e voi saremo capaci di spogliarci delle amarezze che procuriamo e se ci lasceremo rivestire dalla tenerezza di Dio”. “Incontriamo il bambino Gesù – ha detto il Vescovo di Potenza Monsignor Salvatore Ligorio – che è il verbo è colui che è venuto a portare la pace nel cuore, dirimere le contese, riconciliarci e in questa contemplazione ritroviamo refrigerio nel cammino tortuoso della nostra esistenza. Lui è la luce che illumina i nostri passi. Tante – ha sottolineato Ligorio – sono le richieste che arrivano “ho bisogno di lavoro” molti dicono e guardando negli occhi giovani e tante volte meno giovani con famiglia sulle spalle non poter dare una risposta sufficiente interroga tutti quanti perché è un diritto, il lavoro nei confronti di ogni persona affinchè tutti ritornando a casa con onestà possano spezzare il pane e condividerlo con la propria famiglia. Ligorio si esprime anche su Matera 2019 che “non è – dice – una meta da raggiungere ma è un cammino che ci deve aiutare soprattutto a programmare la cultura della vita la cultura delle relazioni la cultura di un Progresso la cultura di un uomo che riesce a trovare risposte alle sue domande e soprattutto soddisfi i suoi bisogni sia materiali che morali che etici”

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